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Mattone & Finanza

“Precari” e prima casa, il mutuo lo garantisce lo Stato


23.12.2011

“Precari” e prima casa, il mutuo lo garantisce lo Stato -

Comprare una casa propria. Un sogno che, dallo scorso settembre, può diventare realtà anche per le giovani coppie con contratti di lavoro non a tempo indeterminato. Grazie all’intesa siglata dall'ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni, dal presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) Giuseppe Mussari, e dal presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, tutti i lavoratori atipici under 35, siano essi sposati o genitori single con figli minori a carico, potranno ottenere più facilmente mutui prima casa a condizioni di favore. Regolato dal decreto ministeriale 256 del 17 dicembre 2010, nell’ambito delle iniziative “Diritto al futuro” del ministero per la Gioventù, il “Fondo di garanzia per l’accesso ai mutui per l’acquisto dell’abitazione principale” è rivolto ai nuclei famigliari costituiti da soggetti cosiddetti “non bancabili”, che non avrebbero, cioè, garanzie reali o di reddito sufficienti a ottenere un finanziamento per l’acquisto della prima casa. Il Fondo, gestito dalla Consap spa (la Concessionaria servizi assicurativi pubblici, nata con l’obiettivo di svolgere le funzioni assicurative pubbliche gestite in precedenza dall’Ina), ha una dotazione patrimoniale a regime di 50 milioni di euro. Rilascia a favore delle banche e degli intermediari finanziari garanzie a prima richiesta a copertura di un ammontare non superiore a 75mila euro, costituito dal 50% della quota capitale dei mutui ammissibili, degli interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale e dei costi di recupero non superiori al 5% del capitale residuo. Sono ammissibili alla garanzia del Fondo: mutui non superiori a 200mila euro per immobili adibiti ad abitazione principale che non rientrino nelle categorie catastali di lusso (abitazioni signorili, A1, ville, A8, e castelli, A9) e non superino i 90 mq. Per accedere al Fondo è inoltre necessario rispettare una serie di requisiti ben precisi: la richiesta deve essere presentata da coppie coniugate o nuclei famigliari con unico genitore con figli minori. Alla data di presentazione della domanda di finanziamento bisogna poi essere in possesso delle seguenti caratteristiche: età inferiore a 35 anni; un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 35mila euro; non più del 50% del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef derivante da un contratto a tempo indeterminato; mancato possesso di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui il mutuatario abbia acquistato la proprietà per successione. La richiesta per accedere ai finanziamenti deve essere inoltrata alle banche che aderiscono alla convenzione Abi-ministero. L’elenco degli istituti di credito (completo e aggiornato) è consultabile all’indirizzo www.diamoglifuturo.it. I mutui sono a tasso agevolato, il parametro è l’Irs o l’Euribor a secondo che il tasso sia, rispettivamente, fisso o variabile, più uno spread di 120 punti base (se la durata del finanziamento è inferiore ai 20 anni) o 150 punti base (con durata uguale o superiore ai 20 anni). Come detto, il Fondo si inserisce in un più ampio sistema di agevolazioni e aiuti rivolti ai giovani. Il progetto “Diritto al futuro” comprende infatti altri due Fondi. Il primo è destinato ad agevolare le assunzioni di genitori precari (con “doti” da 5mila euro che vengono trasferite ai datori di lavoro che optano per il “reclutamento”), il secondo, invece, è per quegli studenti (dai 18 ai 40 anni) che vogliano accedere a corsi e master universitari. Completano il “Diritto al futuro” il “Campus mentis”, dedicato al collocamento degli under 30 individuati tra i migliori laureandi e laureati d’Italia, e il “Fondo mecenati”, un sistema di cofinanziamento pubblico di iniziative attuate da imprese private per valorizzare minori di 35 anni meritevoli. Le iniziative targate Dipartimento per la Gioventù della presidenza del Consiglio dei ministri non si esauriscono con il Fondo prima casa e non sono indirizzate esclusivamente a livello nazionale. La società Modem (selezionata in seguito a un bando pubblico) gestirà infatti un fondo di 400mila euro messo a disposizione dal ministero per il Comune di Bologna. “La caparra pesa, il Comune ti da una mano”, questo il nome dell’iniziativa avviata il 21 giugno scorso con la quale la municipalità felsinea si impegna ad anticipare la caparra per l’affitto ai cittadini di età compresa tra i 25 e i 35 anni. La somma dovrà essere restituita in non più di tre anni a interessi zero a patto che vengano rispettate queste condizioni: il contratto d’affitto dovrà essere regolarmente registrato; nella nuova casa il giovane dovrà avere la residenza; il prestito è ammesso per un ammontare non superiore a tre mensilità. La Modem è delegata a fornire informazioni sull’accesso al prestito, raccogliere le domande e seguire l’iter di restituzione. All’iniziativa sulla caparra hanno partecipato anche la Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) e la Federazione italiana mediatori agenti d'affari (Fimaa) attraverso la loro fitta rete di agenzie.



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