
La legge di Stabilità per il 2012 (n. 183/2011), varata in tutta fretta dal governo di Silvio Berlusconi prima delle dimissioni, non è sufficiente per fronteggiare l’evolversi della crisi dei mercati e della mancanza di fiducia nel nostro Paese a onorare il debito sovrano. Partendo da questa considerazione, il nuovo esecutivo del premier Mario Monti ha studiato un pacchetto di misure in grado di arginare il debito pubblico e favorire la ripresa economica. Tra le iniziative approvate dal governo tecnico nel corso del Consiglio dei ministri del 4 dicembre scorso, spiccano l’introduzione dell’imposta municipale unica (Imu), che sostituisce la vecchia Ici e si pagherà anche sulla prima casa in base a un'aliquota dello 0,4%, con una detrazione di 200 euro, rispetto allo 0,76% dell'aliquota ordinaria per la seconda casa, e una rivalutazione degli estimi catastali del 60%.
Nei piani dell’esecutivo, la reintroduzione della tassa sulla prima casa dovrebbe consentire un gettito stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro, mentre con la revisione delle rendite fino al 20% l'incasso potrebbe quasi raddoppiare, fino ad arrivare a 60 miliardi se si adeguassero ai valori di mercato. In seguito alle pressioni delle parti politiche, l’esecutivo prima che il testo approdasse in Aula ha poi deciso, con un emendamento, di ridurre l’Imu in base a redditi e carichi familiari per limitarne l’impatto. In particolare, si è stabilito di innalzare da 200 a 400 euro il tetto massimo della detrazione sull’imposta e di maggiorare di 50 euro per ogni figlio di età non superiore a 26 anni (residente in casa) il bonus di 200 euro previsto. Su queste misure che investono direttamente il mattone e i capitali privati non c’è unanimità di vedute tra le forze politiche di maggioranza, mentre risulta netta la contrarietà della Lega, unico partito all’opposizione. Di seguito riportiamo le dichiarazioni di Osvaldo Napoli (Pdl) e Pierluigi Mantini (Udc) membri della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio e Davide Zoggia, responsabile Enti Locali Pd ed ex presidente della Provincia di Venezia (2004-2009), intervistati da Ai prima che venisse approvato in via definitiva il decreto che il premier Monti ha definito “salva-Italia”.
Osvaldo Napoli
“Sono contrario alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, attualmente dovuta solo sugli immobili di lusso. Il suo eventuale ripristino per tutte le tipologie di abitazioni, inserito o meno nell’Imu (l’Imposta munosvalicipale unica prevista dal dlgs n. 23/2011 sul federalismo municipale, ndr) andrebbe a colpire le famiglie più deboli che si sono comprate una casa con grandi sacrifici pagando il mutuo”. E’ questa l’opinione del deputato del Pdl Osvaldo Napoli che ha ricordato come il governo abbia sempre coperto la differenza erariale per i comuni determinata dalla soppressione dell’Ici, voluta dal secondo esecutivo di Romano Prodi (2006-2008). Per quanto riguarda le rendite catastali, invece, il deputato del Pdl è favorevole al loro aggiornamento perché “i valori attuali sono ormai ridicoli: ad esempio ci sono case a Roma, in pieno centro, che hanno indici fissati 30-40 anni fa”. Infine, sulla patrimoniale il deputato del Pdl è possibilista “solo nel caso in cui la maggioranza del partito deciderà in tal senso, perché sono contrario a un provvedimento finalizzato a battere cassa tartassando la classe media.” Sarebbe più utile, secondo Napoli, recuperare le somme depositate in Svizzera che non sono rientrate con lo scudo fiscale, ricorrendo a una tassazione d’intesa con il governo elvetico che potrebbe far guadagnare più di una patrimoniale, circa 400 miliardi di vecchie lire.
Pierluigi Mantini
“Per la ripresa dell’economia e per la dura azione di risanamento necessaria al nostro Paese, che è, precisiamolo, sull’orlo del baratro, occorre un insieme di azioni urgenti che sono da tempo nell’agenda e nelle analisi suggerite dagli istituti italiani, dalle principali forze politiche, e che non sono solo indicazioni che ci provengono dall’Europa”. Ne è convinto Pierluigi Mantini, deputato dell’Udc, secondo il quale è necessario che tutte le parti sociali si rendano conto dell’importanza di avviare una serie di riforme e liberalizzazioni, come quelle sulle professioni, in grado di rilanciare il Paese, superando la difesa delle proprie singole prerogative e pensando, invece, ai bisogni collettivi. “In questo quadro dobbiamo considerare le misure annunciate, per ora solo annunciate, in tema di Ici, eventuali rivalutazioni di rendite catastatali, e la cosiddetta patrimoniale.”
Per quanto riguarda l’Ici, una sua reintroduzione dovrebbe comunque tener conto del principio dell’equità sociale, escludendone il pagamento da parte delle fasce più deboli. Sembrerebbe meno probabile, secondo il deputato dell’Udc, “che si proceda subito a una rivalutazione delle rendite catastali, fermo restando che l’Italia in questo campo presenta una risaputa anomalia, ma il combinato disposto di transazione sugli immobili e sui patrimoni e contestuale rivalutazione delle rendite catastali certamente avrebbe un inevitabile effetto depressivo dell’economia immobiliare”. Sul tema della patrimoniale, infine, secondo Mantini “sarà necessario valutare, conti alla mano, la necessità o meno di una imposizione speciale o a regime sui grandi patrimoni, non come misura punitiva o ideologica, ma nel quadro di una più vasta politica di risanamento improntata al rigore, allo sviluppo e all’equità”.
Davide Zoggia
In tutti i Paesi europei, le proprietà immobiliari costituiscono la base imponibile per la tassazione comunale. Ovviamente questa può essere graduale, è il caso della Francia, che ha una sorta di imposta patrimoniale 'duale' sugli immobili residenziali chiamate Taxe fonciere e Taxe d'habitation. La prima (corrispondente all'ex ICI italiana) ha come giustificazione il rendimento dell'investimento immobiliare e viene gravata sui soli proprietari. La seconda (corrispondente alla nostra costituenda RES- Servizi) è giustificata quale corrispettivo pagato da tutti gli abitanti del Comune per i benefici derivanti dai servizi indivisibili forniti a livello municipale e viene dunque corrisposta da tutti i conduttori (quindi non solo dai proprietari ma anche dai locatari). Io credo che il nostro modello dovrebbe avvicinarsi a quello francese. E' evidente che per far questo, bisognerebbe modificare la legge delega n. 42 e prevedere il reinserimento della tassazione sulla prima casa, ovviamente prevedendo esenzioni e tassazioni esigue per i redditi più bassi.
L'atro tema che ci preoccupa moltissimo come Pd è che la modifica del decreto sul federalismo municipale, avvenga in una situazione di finanza nazionale ancora più drammatica rispetto ad alcuni mesi fa. Infatti, mentre prima si ragionava su decreti per applicare il federalismo al sistema degli enti locali, ora si pensa alla tassazione locale per far cassa a livello di conti dello Stato e abbattere il debito dell’Erario. E' una impostazione comprensibile, tuttavia vanno salvaguardate le prerogative per dare una mano ai Comuni, serve cioè un salto culturale. I comuni possono aiutare lo Stato a risolvere alcuni problemi. Vanno coinvolti e valorizzati. E' evidente che questa proposta avvia le procedure per cominciare a parlare seriamente di patrimoniale. Qui vanno ricercati gli imponibili che devono essere tassati. E’ evidente che la soglia deve essere alta e che devono rientrare in questa base non solo le proprietà immobiliari, ma anche e sopratutto le transazioni finanziarie. Non sarà possibile attivare una seria riforma federale del nostro Paese se non discuteremo seriamente anche di riforme istituzionali. Troppi livelli e troppi enti fanno le stesse cose. Il Pd mette a disposizione tutto il lavoro fatto in questi due anni per tentare di valorizzare il sistema delle autonomie e per rilanciare l'Italia in Europa e nel mondo.
Marco Reguzzoni
La Lega Nord ribadisce il no netto alle misure che vedranno la luce questo mese. Marco Reguzzoni scandisce il 'no' della Lega alla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa e alla patrimoniale. "Noi pensiamo che vadano, invece, colpiti gli sprechi, come le false pensioni di invalidità'", ha affermato il capogruppo del Carroccio alla Camera nei giorni scorsi”. Netta la presa di distanza dall’esecutivo di tecnocrati voluto dall’excommissario Ue Monti: "I primi passi del governo Monti non ci piacciono", ha ribadito. "Questo - ha spiegato - e' un governo figlio delle manovre di palazzo. E' il governo delle banche, quelle stesse banche che hanno creato la crisi e che hanno smesso di fare le banche. Il loro compito e' dare i mutui ai giovani che vogliono farsi una famiglia e agli imprenditori che vogliono avviare un'attività'".
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