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Primo Piano

La ricetta anticrisi è trasformare i proletari in proprietari


Tommaso Foti (Pdl) spiega come il Piano casa può diventare un volano per l’economia del Paese

30.07.2009

La ricetta anticrisi è trasformare i proletari in proprietari - Tommaso Foti (Pdl) spiega come il Piano casa può diventare un volano per l’economia del Paese

Sì al rilancio dell’economia tramite il mattone e no all’aumento  della pressione fiscale sugli immobili.
È semplice la ricetta  di Tommaso Foti, deputato piacentino del Pdl, membro  della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della  Camera e componente dell’Osservatorio parlamentare per il  mercato immobiliare: fare del Piano casa un’opportunità per tirarsi  fuori dalle paludi della stagnazione economica senza riempire  lo stivale di brutture ed ecomostri, ma nel rispetto di vincoli  paesaggistici e senza stravolgere il territorio. Un obiettivo che  il governo si pone evitando di fare ricorso a un’overdose legislativa,  ma attraverso poche regole.

Per superare la crisi si sta tentando il rilancio dell'economia  tramite l'edilizia. È la strada giusta o è una soluzione che si  porta dietro qualche incognita? 

La ripresa economica passa necessariamente attraverso la ri presa del settore edile. E' così in Italia e così anche nel mondo.  Insomma, dobbiamo favorire la trasformazione dei proletari in  proprietari se vogliamo condizioni generali di miglior benessere  per tutti. 

Quali sono le prospettive che si delineano con il Piano casa  del governo? 

E' indubbio che l'edilizia vive un momento di preoccupante stagnazione.  Sul mercato c'è una discreta quantità di immobili invenduti.  La causa è duplice: da una parte la situazione  economica frena gli investimenti un po’ in tutti i settori, dall'altra  non sempre si è costruito secondo le esigenze del mercato,  quasi che la domanda di immobili di qualità potesse essere facilmente  elusa. Così non è stato e ora il rilancio del comparto  edile passa anche attraverso il massiccio ricorso alle nuove  tecniche di costruzione a basso tasso d'inquinamento e ad alto  valore di risparmio energetico. Il Piano casa del governo tiene  conto di questa situazione, preoccupandosi nel contempo di  dare una risposta concreta alla necessità di potere soddisfare  la richiesta di avere una casa da parte delle categorie meno  agiate, soprattutto nelle città metropolitane, senza dovere incorrere  in locazioni a prezzo proibitivo. 

Che tipo di attività normativa in campo immobiliare possiamo  aspettarci per il 2009? 

Una normativa leggera, non invasiva e tutto fuorché permissiva.  La realtà è che fino a che l'attività edilizia sarà ostacolata  da una burocrazia soffocante, tutti cercheranno di  eluderla ricorrendo alle furbizie. Poche ma chiare norme sono  la strada maestra per conciliare la sicurezza nel costruire con  la volontà del fare. 

Sotto il suo impulso la Commissione Ambiente, Territorio e  Lavori pubblici della Camera ha avviato un’indagine conoscitiva  sul mercato immobiliare. Quali sono gli obiettivi? 

Molto spesso si parla del mercato immobiliare senza neppure  conoscere le quotazioni medie di vendita nelle città, o a quanto  ammonti nel suo complesso l'invenduto o lo sfitto del settore.  Inoltre, la politica non può pensare di legiferare nel settore prescindendo  da chi nello stesso vive da anni e lo conosce come  le proprie tasche. Occorre invece la cooperazione di tutti se  non si vogliono perpetuare gli errori, che poi sono orrori, del  passato: dalla cementificazione selvaggia all'edificazione in  zone morfologicamente inadatte. 

C’è il rischio che la fiscalità sugli immobili si inasprisca? 

La cosa più facile per i tassatori scortesi (sindaci in testa) è  quella di tassare gli immobili, che per definizione tali sono e  non possono essere trasferiti né nei paradisi fiscali, né nascosti  in tasca. Più bassa è la pressione fiscale sul mercato immobiliare,  più gli investitori lasceranno perdere di correre dietro ai  facili guadagni del mercato borsistico e torneranno al mattone  che non è solo un bene rifugio, ma un volano eccezionale per  il rilancio economico. 

La proposta di legge sul governo del territorio potrebbe  dare una regola sistematica all’impianto urbanistico italiano.  È d’accordo? 

Di una riforma legislativa che interessi il governo del territorio il  parlamento si interessa oramai da alcune legislature, anche se  non con grande successo. Un po' per via della riforma del Titolo  V della Costituzione che rende difficile, quasi chirurgica, la  produzione normativa del legislatore nazionale che non può né  deve sconfinare in materie di appannaggio di quello regionale.  Tuttavia, questa potrebbe essere la legislatura buona per potere  approvare una legge che fissi alcuni principi generali e  astratti, che diano certezza operativa su tutto il territorio nazionale  sia agli operatori del settore, sia ai consumatori. Ma ci rendiamo  conto che molto spesso è sufficiente attraversare un  fiume e un confine regionale ed assistere all'impossibilità di recuperare  i sotto tetti, attività consentita invece a meno di un  chilometro in linea d'aria.



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stampato in data 23-5-2012 alle ore 4:57