
Dal primo gennaio del prossimo anno diventerà pienamente operativo il decreto legislativo 141/2010 che ha introdotto una profonda riorganizzazione delle attività di mediazione creditizia e finanziaria. Il provvedimento, che ha dato attuazione alla direttiva europea 2008/48/Ce sul credito al consumo, ha modificato anche la disciplina di riferimento delle attività di mediazione del credito stabilite dal Testo Unico Bancario (TUB, D.Lgs. 385/1993). Pur se in vigore dal settembre del 2010, la riforma dettata dal decreto legislativo 141 del 2010, come poi modificato dal primo decreto correttivo (DLgs 218/2010), ha previsto un’attuazione progressiva che dovrebbe completarsi entro la fine dell’anno con l’istituzione degli “Organismi di vigilanza”, tra cui quello preposto al controllo di mediatori del credito e finanziari (gli altri organismi di vigilanza riguardano il micro-credito e i confidi). Ma proprio su questi Organismi sono in arrivo alcune novità. Ai primi di ottobre il ministero dell’Economia ha promosso una consultazione pubblica su un “secondo decreto correttivo” del 141/2010, con cui si precisa, tra l’altro, che l’Organismo di vigilanza su mediatori e agenti dovrà esser formato da un rappresentante nominato dal ministero dell’Economia e da altri rappresentanti in un numero compreso fra tre e sei. Il provvedimento chiarisce inoltre che i collaboratori delle società di mediazione e di agenzia finanziaria devono essere persone fisiche. L’istituzione dell’Organismo di vigilanza rappresenta quindi il passaggio chiave della riforma della mediazione creditizia: questo sarà un soggetto di diritto privato, ordinato come associazione, con il compito di tenere i nuovi elenchi professionali e di provvedere alla formazione e all’esame d’accesso alla professione. In base al decreto legislativo 141 del 2010, infatti, dal 30 giugno scorso non è più possibile iscriversi ai vecchi albi dei mediatori creditizi tenuti dalla Banca d’Iitalia, che si estingueranno quando sarà costituito l’Organismo. Per iscriversi al nuovo albo non sarà più sufficiente il diploma, ma serviranno più elevati requisiti di professionalità e onorabilità, compreso l’obbligo di solidità patrimoniale, con la richiesta di un capitale sociale minimo di 120mila euro, una formazione obbligatoria e il superamento di un esame. Fissate inoltre nuove forme di garanzia per il consumatore, incremento delle sanzioni amministrative e controlli più efficaci. Una volta a regime, la riforma determinerà anche una stretta sugli agenti immobiliari: il decreto 141/2010 vieta infatti alla categoria di segnalare i mutui in banca. Una disposizione che fin da subito ha suscitato le forti critiche delle associazioni. In occasione del Consiglio Nazionale Fiaip del 19 e 20 ottobre scorso, il Presidente Nazionale, Paolo Righi, ha ribadito la necessità di “mantenere la segnalazione strumentale dei mutui per gli agenti immobiliari”. Il divieto, ha spiegato Righi, ha un impatto negativo sull’intera filiera, rallentando i tempi di vendita e impedendo al cittadino consumatore di reperire facilmente informazioni sulla sua capacità di accesso al credito. L’ultimo treno per evitare di togliere agli agenti immobiliare questo importante ruolo è proprio il secondo decreto correttivo del 141/2010, che però nello schema proposto dal ministero non apre su questo punto. La Fiaip intende però continuare a lavorare su questo obiettivo e nell’attesa di un’apertura si è adeguata alla riforma dando vita al suo interno a una sezione speciale dedicata alla rappresentanza delle società di mediazione creditizia. Questa sezione, ha sottolineato Samuele Lupidii, Vice Presidente Nazionale Fiaip con delega alla Mediazione Creditizia, rappresenta “un adeguamento necessario rispetto ai cambiamenti legislativi che la stessa professione del mediatore creditizio e il settore del credito al consumo sta vivendo in questa fase, in attesa del passaggio al nuovo regime”. Per adattarsi alle novità, Fiaip ha inoltre costituito Auxilia Finance, una public company in cui far confluire i mediatori autonomi che non potranno più operare da indipendenti
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