
Nel 2008 il mercato residenziale della provincia di Rimini andrˆ incontro a una crescita di metri quadrati compravenduti del 4,4% (715mila contro i 652mila del 2007),
mentre, in termini di fatturato, l’incremento sarˆ del 4,5% (1,38 miliardi rispetto all’1,32 dell’anno scorso). I tassi di crescita previsti, inseriti nel secondo rapporto sul mercato immobiliare di Rimini e provincia presentato l’8 aprile scorso da Scenari Immobiliari, appaiono decisamente interessanti, anche se leggermente inferiori al +5,1% di compravendite e al +5,5% di fatturato registrati nel 2007 rispetto al 2006, e sembrano confermare come per il mercato romagnolo, e quello riminese in particolare, l’attuale crisi del mattone non si stia traducendo in un calo dei prezzi e delle transazioni commerciali. Un andamento in assoluta controtendenza con i dati diffusi dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia del Territorio che, a livello nazionale, ha registrato, tra il 2006 e il 2007, un decremento delle compravendite del 7,1%. Per quanto riguarda le quotazioni del comparto residenziale, la ricerca mette in evidenza come le zone di maggior pregio della cittˆ di Rimini continuino ad avere ottime quotazioni: 6.500 euro al metro quadro nel centro storico e 7mila euro per le migliori case fronte mare, con un incremento rispetto allo scorso anno dell’8% circa, del 6% nelle zone semicentrali e periferiche. Positivi anche gli incrementi dei prezzi nel resto della provincia, specialmente nelle principali localitˆ turistiche. é il comune di Riccione, in particolare la zona del lungomare, a far registrare i migliori rendimenti con prezzi al metro quadro compresi tra 7.100 e i 9.500 euro. La vitalitˆ del mercato immobiliare di Rimini e provincia, dovuta in parte alla vocazione turistica (anche se in cittˆ le abitazioni destinate di un sistema economico-produttivo ben sviluppato e del notevole incremento demografico del territorio dovuto principalmente all’immigrazione interna ed esterna. A Rimini cittˆ si moltiplicano i cantieri per la costruzione di nuovi alloggi e i progetti di riconversione degli edifici esistenti (come le vecchie pensioni) in appartamenti, consentono investimenti costanti nella realizzazione di immobili Ma la fiorente situazione economica della riviera, il boom dei prezzi e delle transazioni, lo squilibrio di un mercato “drogato” dalla crescita vertiginosa di richieste da parte di studenti e immi- grati, hanno comunque concorso a creare una sorta di “rovescio della medaglia” l’alto. é stato infatti calcolato che l’impatto della locazione sui secondo solo a Bologna. abitativa adottata dalle amministrazioni locali. Una politica tesa, in particolare, a porre rimedio alle difficoltˆ di un territorio che al momento della nascita della Provincia (1995) contava un patrimonio di alloggi pubblici di 1940 unitˆ, sottodimensionato rispetto ad altre aree, come quella di Forl“-Cesena, dotate di un numero di case pubbliche nettamente superiore (4600) nonostante bassa, 160 contro i 553 di Rimini. Negli ultimi 10 anni una dinamica di investimenti pubblici ha portato alla realizzazione, nel riminese, di 841 alloggi di cui 351 giˆ consegnati e 490 in costruzione, a questi se ne aggiungeranno, se approvati dalla Regione altri 125. Nel settembre 2002, inoltre, la Provincia, con il concorso dell’Azienda casa Emilia Romagna (Acer), delle Associazioni imprenditoriali, delle Associazioni dei proprietari di immobili e delle Associazioni sindacali dei lavoratori, ha dato vita a una convenzione per il reperimento di alloggi da destinare ai lavoratori immigrati, italiani e stranieri, che in questi anni ha prodotto buoni risultati reperendo altri 50 alloggi che si aggiungono a quelli giˆ indicati. Operazioni che per˜ non appaiono ancora sufficienti a dare un’adeguata risposta a una domanda che, nonostante gli sforzi, ’offerta e in continua crescita. In una recente seduta del consiglio provinciale, l’assessore alle Politiche abitative Fabrizio Piccioni, ritenendo l’efficacia degli interventi direttamente proporzionale alla capacitˆ di fare sistema tra gli enti e le istituzioni locali sia pubbliche che private, ha suggerito due direzioni che la pubblica amministrazione pu˜ seguire per fronteggiare la situazione: incrementare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e coprire parte delle spese per l’affitto dei Provincia Ferdinando Fabbri secondo il quale per andare incontro a quell’area della societˆ riminese cui il mercato della casa non le politiche pubbliche, soprattutto in termini di qualitˆ. Per Fabbri sono tre le vie da seguire: espandere la disponibilitˆ di canoni d’affitto accessibili, integrare il reddito familiare e rivedere la pressione fiscale che grava sugli immobili. L’intervento deciso della mano pubblica per sostenere il diritto alla casa delle fasce sociali meno abbienti si riscontra anche nella municipalitˆ di Rimini nelle politiche adottate dall’Ufficio casa del Comune, guidato dall’assessore Anna Maria Fiori. L’accesso agevolato a prestiti bancari per affrontare le spese legate alla locazione, l’erogazione di contributi per il pagamento dell’affitto e gli accordi con i proprietari di immobili in affitto per il calcolo del canone concertato sono alcuni dei provvedimenti con i quali la giunta guidata dal sindaco Alberto Ravaioli si impegna a portare avanti un modello di compenetrazione tra pubblico e privato che, in riviera, si sta dimostrando vincente.
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