
La necessità di adeguarsi agli standard energetici sostenuti dal protocollo di Kyoto ha suggerito, a livello europeo, una sostanziale revisione delle politiche non solo nell’ambito dello sviluppo e ricerca di energie alternative, ma anche nel campo della gestione del mercato della forniture di gas ed elettricità.
Un mercato, quello europeo, gestito prevalentemente da Enti statali o da società private partecipate da capitale pubblico, o interamente municipalizzate come nel caso della Danimarca e dei Paesi Bassi, e nel quale si stanno sempre più sviluppando le cosiddette società di servizi energetici, in inglese Energy Service Company- ESCO. Nate negli Settanta negli Stati Uniti per fare fronte alle prime crisi petrolifere, le ESCO si sono sviluppate in Europa a seguito di programmi comunitari come il SAVE il cui scopo era incentrato sullo sviluppo di azioni a livello locale per un uso appropriato delle risorse energetiche, ed oggi grazie ai recenti decreti ministeriali, la loro attività si fa diffusa anche in Italia sebbene siano assenti dei riferimenti giuridici specifici su tali società e sulla disciplina dei relativi contratti. I Decreti Ministeriali del 2004 sull’incremento dell’efficienza energetica, hanno imposto alle aziende con più di 100mila utenti l’obbligo di attivare delle politiche di risparmio energetico attraverso progetti a favore dei consumatori finali o acquisto di certificati bianchi (titoli di efficienza energetica) attestanti il conseguimento degli obiettivi, realizzati direttamente o attraverso società terze che operano nel settore energetico: le ESCO.
Ma come opera una ESCO?
I contratti di servizio energia si rivolgono prevalentemente a strutture pubbliche, ospedali, condomini, e piccole e medie aziende, alle quali vengono forniti servizi di diagnosi energetica, finanziamento, progettazione, realizzazione e gestione degli impianti a basso consumo energetico per tutta la durata del contratto con l’assunzione da parte della ESCO di tutti i rischi dell’operazione. Il ricorso ad una società di servizi energetici presenta alcuni vantaggi ed altri elementi di criticità. I vantaggi risiedono senza dubbio nel consentire a tutti quegli utenti che non sono in grado, o non lo ritengono conveniente, di finanziare direttamente le operazioni di adeguamento energetico degli immobili con tecnologie avanzate. La società recupererà il suo guadagno monetario e l’ammortizzamento dei costi iniziali sfruttando il risparmio sulla bolletta della fornitura energetica. Ma è nell’assenza di una disciplina giuridica specifica che definisca in maniera chiara la fattispecie giuridica ed i sistemi di accreditamento di una ESCO che si riscontrano i maggiori punti di criticità; quali garanzie tecniche fornisce una società di servizi, come definire la sua qualità, quali le garanzie in termini di prestazioni tecniche, questi gli interrogativi ancora da puntualizzare. E mentre in Italia manca ancora una seria cultura sui contratti di energia e sul project financing, in Europa le ESCO decollano in mercati concorrenziali aprendo, con consistenti investimenti, ai settori più avanzati delle tecnologie ecoefficienti, all’eolico, alla co-generazione con biomasse, con risparmi che, in alcuni casi, sono arrivati anche al 33%.
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