
Difendere il ruolo degli agenti immobiliari, contrastare in ogni modo la direttiva servizi che ne ipotizza la cancellazione per l’attività di mediazione d’affari e difendere la legge professionale 39/89. È stato questo lo snodo tematico principale che ha caratterizzato gli Stati Generali degli Agenti Immobiliari, tenuti a Roma nello scorso mese di febbraio, prima delle notizie piovute come sassi questo mese sulla cancellazione del ruolo degli agenti immobiliari. “L’approvazione di questa direttiva sarebbe una vera e propria iattura per noi e per i clienti – spiega senza mezzi termini Pierangelo Pulcini, eletto alla guida della Giunta accanto ai due vicepresidenti Renato Troiani e Carlo Perseghin - Ci si troverebbe all’interno di una deregulation assoluta, senza nessuna tutela e in una giungla di operatori senza nessuna conoscenza della materia. Tutti, se passasse la direttiva, così come l’abbiamo letta in una prima bozza, potrebbero fare questo mestiere: diventeremmo degli ausiliari del commercio”. La cancellazione del ruolo comporterebbe, secondo il presidente di Fiaip Paolo Righi, drammatiche conseguenze in tutto il settore immobiliare. Sulla stessa linea Gianni Bacco, eletto presidente del Consiglio Nazionale e affiancato da due donne come vicepresidenti, Lucia Vigna e Agata Contursi. “L’agente immobiliare professionale e capace – spiega Bacco - deve saper esprimere delle valutazioni reali, che non devono essere fatte a favore del venditore o dell’acquirente, ma favore di entrambe le parti, riuscendo a porre in essere sul mercato una posizione di equilibrio tra la richiesta e la domanda. Riteniamo che l’agente immobiliare abbia una forte funzione sociale utile al mercato e alla famiglie, il cui servizio ha un’utilità vera, perché mette il consumatore in grado di capire esattamente cosa sta facendo”. Formazione, competenza, professionalità, spirito di servizio. Sono queste le risposte che Fiaip vuole dare a chi mette in dubbio l’utilità del ruolo. “In molti paesi stranieri – secondo Pulcini - non c’è nessuna qualificazione professionale, mentre noi intendiamo qualificarci sempre di più, anche proponendo lauree brevi per affrontare la materia con cognizione di causa”. Un investimento, quello della formazione, che coinvolgerà non solo i giovani che aspirano a svolgere la professione, ma anche chi farà parte degli organi nazionali di Fiaip nei prossimi anni. “Sia la Giunta, sia i componenti del Consiglio Nazionale sia il Comitato Direttivo – chiarisce Bacco - devono essere composti da persone che conoscono il diritto, il sistema del funzionamento degli organi istituzionali, le leggi che si propongono e che si attuano. C’è bisogno che queste ampie assemblee siano partecipate da soggetti che vadano oltre la rappresentatività delle proprie regioni. Quando si parla della modifica di una legge e dal Consiglio o dalla Giunta vengono approvate proposte di emendamenti o di nuove leggi dobbiamo essere tutti preparati. La Federazione si è data il compito nei prossimi mesi di formare i nuovi dirigenti”. Una novità, quella della formazione della classe dirigente, che dovrà essere accompagnata da altre iniziative forti. A partire, secondo Gianni Bacco, da una revisione delle regole statutarie: “Oggi vige uno Statuto che come presidente del Consiglio Nazionale ho intenzione e interesse di far rispettare. Ma in prospettiva ci sono modifiche da apportare per adeguare lo Statuto ad una Federazione che dev’essere dinamica nelle procedure, snella nel raggiungere gli obiettivi e veloce nella sua azione. Si dovrebbe, ad esempio, puntare alla razionalizzazione delle presenze, magari sfoltendo il numero di soggetti che partecipano alle varie funzioni della Federazione. Dobbiamo avere la capacità di ripensare lo Statuto: da adesso a quattro anni sarà necessario fissare un’occasione assembleare non solo per rinnovare le cariche, ma per discutere delle regole.
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