
Roma si appresta ad affrontare un decennio cruciale per realizzare il rilancio decisivo della sua area metropolitana nel panorama nazionale e internazionale. La Legge n. 42 del 2009, nota anche come legge sul federalismo fiscale, ha avviato il percorso di riforma per dotare la città di Roma di una speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, come previsto dall’art. 114 della Costituzione, diretta a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali della Repubblica Italiana e delle rappresentanze diplomatiche degli Stati Esteri. Le funzioni amministrative di cui il Comune di Roma dispone vanno dalla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, allo sviluppo economico e sociale di Roma Capitale, con particolare riferimento al settore produttivo e turistico, dallo sviluppo urbano e pianificazione territoriale all'edilizia pubblica e privata, dall'organizzazione e funzionamento dei servizi urbani e di collegamento con i comuni limitrofi, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità, alla protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Lazio.
COSTRUIAMO INSIEME LA NUOVA CAPITALE
Nasce il "Futuro di Roma" attraverso la realizzazione del "PROGETTO MILLENNIUM". Progetto Millennium è il percorso atto a definire e realizzare il Piano Strategico di Sviluppo di Roma Capitale, in modo da rilanciare il ruolo della Città nel panorama nazionale e internazionale, cogliendo tutte le opportunità che emergono in una fase storica in cui le aree metropolitane risultano i principali “motori dello sviluppo” a livello globale. Il decennio che abbiamo di fronte colloca Roma al centro di un crocevia ricco di sfide cruciali per il suo sviluppo e la sua crescita. Un decennio che si apre simbolicamente nel 2010, anno in cui nasce ufficialmente il nuovo ente territoriale denominato Roma Capitale, e si chiude nel 2020, l'anno delle XXXII Olimpiadi per le quali Roma Capitale ha posto la sua candidatura come sede ospitante. Il percorso è stato chiamato “Progetto Millennium 2010-2020” proprio per sottolineare l’importanza delle sfide che l'attendono. Un nome ambizioso, che richiama chiaramente il titolo del Rapporto conclusivo della Commissione per il Futuro di Roma Capitale (Commissione Marzano), “Roma Porta dei Tempi”. Un Rapporto che ha costituito il primo passo per la definizione della visione contenuta nel Piano Strategico di Sviluppo di Roma Capitale, attualmente in fase di elaborazione. Le due caratteristiche principali del Progetto Millennium riguardano il metodo decisionale, aperto e partecipato, e un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Un percorso partecipato che si articola in una serie di iniziative, conferenze tematiche e specialistiche che hanno portato lo scorso 22 e 23 febbraio 2011 alla convocazione degli Stati Generali della Città, per un confronto approfondito con tutte le componenti della società civile e all’elaborazione del primo Piano Strategico di Sviluppo di Roma Capitale più ampio possibile. In questa ambiziosa sfida si colloca in una posizione di rilievo l'Arch. Renzo Piano che poggiando nuovamente la sua matita arricchisce le sue avventure romane con un'area verde intorno al Parco della Musica. Duemila nuovi alberi faranno da corona alle sale da concerti e ai due capolavori dell'architettura del Novecento, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio di quel genio del cemento armato che si chiama Pierluigi Nervi. E poi ancora filari e giardini lungo via Reni, fino al Maxxi di Zaha Hadid e al nuovo ponte sul Tevere che arriva al Foro Italico. Il suo progetto si inserisce in un nostro virtuoso viaggio alla scoperta di angoli della "Città Eterna" che la rendono unica non solo agli occhi di strabiliati ed increduli turisti ma anche dei tanti entusiasti ed orgogliosi cittadini che la vivono e ne apprezzano quotidianamente l'eterno fascino. L'itinerario ha la forma di una immaginaria freccia, con la cocca formata dal Vittoriano, il fusto dalla Via del Corso e Via Flaminia, la cuspide dal Ponte Milvio. L'immaginario arco è formato dalla curva del Tevere nel tratto compreso tra il Nuovo Ponte della Musica sul Lungotevere Flaminio e i Campi dell'Acqua Acetosa sull'omonimo Lungotevere. Ai Suoi vertici la Città dello Sport e l'Auditorium Parco della Musica con il Nuovo MAXXI. Un viaggio reale tra passato, presente e futuro per fare di Roma Antica un Valore per Roma Moderna, della Città della Cultura e dell'Intrattenimento una capitale competitiva a livello mondiale.
IL VITTORIANO
"Torta nuziale" o "macchina da scrivere" così giornalisti e scrittori polemicamente lo soprannominarono. A distanza di anni da queste polemiche si è finalmente compreso che il valore simbolico del monumento viene prima del suo valore artistico e che questo deve tener presente il clima culturale durante il quale il progetto è stato elaborato. Il Vittoriano, grazie soprattutto all'opera del presidente Carlo Azeglio Ciampi, vive oggi un momento di ritrovato gradimento presso gli italiani, ed è il luogo simbolico dove percepire l'unità del nostro Paese. il Vittoriano, simbolo dell'Unità d'Italia e della Libertà dei cittadini - rappresenta l'immaginaria cocca della freccia da cui partire per il nostro virtuoso ed eccentrico viaggio. In asse con la via del Corso, sull'altura settentrionale del Campidoglio, come da dettagliate indicazioni progettuali, si erge il complesso del Vittoriano innalzato per celebrare l'intera stagione risorgimentale e Vittorio Emanuele II, Padre della Patria. Il monumento avrebbe dovuto essere un grande spazio pensato come un "foro" aperto ai cittadini, in una sorta di piazza sopraelevata nel cuore della Roma imperiale, simbolo di un'Italia unita dopo la Roma dei Cesari e quella dei Papi. Per erigerlo, fra il 1885 e il 1888, fu necessario un cambio radicale dell'assetto urbanistico della zona poiché si dovette procedere a numerosi espropri e demolizioni del quartiere medievale adiacente il Campidoglio. Il complesso monumentale venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno del 1911 in occasione dell'Esposizione Internazionale per i 50 anni dell'Unità d'Italia. Il complesso del Vittoriano, in perfetto stile Neoclassico, fu costruito con tecniche avanzate per l'epoca e celebra la grandezza e la maestà di Roma eletta a ruolo di legittima Capitale d'Italia. Diversi sono i simboli che ricorrono nel monumento, fra i quali si ricordano la palma per la vittoria, la quercia per la forza, l'alloro per la pace vittoriosa, il mirto per il sacrificio e l'ulivo per la concordia. Ulteriore gruppo di sculture, 4 in marmo botticino 2 in bronzo, è quello che raffigura gli ideali valori degli italiani: il Pensiero, l’Azione, il Sacrificio, il Diritto, la Forza, la Concordia. La tematica centrale del monumento è rappresentata dalle due iscrizioni sui propilei: "PATRIAE UNITATI" "CIVIUM LIBERTATI", (“All'Unità della Patria” e “Alla libertà dei cittadini”), ciascuna posta sotto le due quadrighe. Sulla scalinata si trova l'Altare della Patria che è la parte più nota del monumento, con la quale, a volte, viene identificato. È situato poco oltre la scalinata d'ingresso e davanti ad esso si trovano il picchetto d'onore e la grande statua della dea Roma con sfondo dorato. All'interno è tumulato il Milite Ignoto ovvero una salma di un soldato italiano sconosciuto selezionata tra quelle dei caduti della Prima Guerra Mondiale e scelta proprio in rappresentanza di tutti i soldati che non hanno potuto avere una tomba con il loro nome. La salma venne posta nel monumento il 4 novembre del 1921.
PONTE "MOLLO" OGGI IL "PONTE DEI LUCCHETTI"
"Tre metri sopra il cielo"e "Ho voglia di Te" sono i film che hanno rinominato Ponte Milvio in "Ponte dei lucchetti" dove tanti giovani, come gli interpreti dei due film, approdano da ogni parte del Mondo per giurarsi "Eterno Amore" mettendovi il lucchetto sul lampione centrale e gettando le chiavi nel Tevere. Il Ponte vertice immaginario della cuspide del nostro viaggio fa parte dei quartieri della Vittoria e Tor di Quinto. La zona circostante è una delle più rinomate per la movida giovanile romana, luogo di incontro e di svago delle ultime generazioni e custode di una lunga e avvincente storia ai molti sconosciuta. Il Pons Milvius, infatti, venne costruito nel III secolo a.C.. Originariamente era in legno, venne ricostruito in peperino e travertino dal censore Marco Emilio Scauro nel 109 a.C.. Nelle vicinanze di ponte Milvio l’imperatore Costantino vinse Massenzio, che annegò il 28 ottobre del 312 e proprio a seguito di questa vittoria il ponte fu oggetto di distruzioni. Tale vittoria consentì a Costantino di promulgare nel 313 l'editto di Milano, che concedeva i diritti civili ai cristiani, di questo evento abbiamo un affresco di Raffaello in Vaticano. Nel 799 Ponte Milvio venne attraversato da Carlo Magno per l'incoronazione a Roma. Per volere di Papa Martino V, il ponte venne restaurato da Francesco da Genazzano che lo chiamò Pons Mollinus, forse per un errore di trascrizione di Pons Mollicus, da cui il nome di Ponte Mollo. Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, passò per questo ponte per recarsi in Francia, quando poi tornò a Roma nel 1805 incaricò Giuseppe Valadier di sostituire i ponti levatoi in legno con delle passerelle in pietra e di modificare la Torre, per renderla più simile ad un ingresso con un arco trionfale. Sulla riva sinistra, le spallette del Ponte sono ornate con le statue, a destra di "San Giovanni Nepomuceno" opera del 1731 di Agostino Cornacchini, ed a sinistra della "Immacolata" opera del 1840 di Domenico Pigiani. Nel 1849 i Garibaldini danneggiarono seriamente il ponte per ostacolare l'entrata delle truppe francesi a Roma. L'arco venne fatto restaurare su incarico di Papa Pio IX nel 1850, dall'architetto Francesco Azzurri. Il ponte misura 132 metri in lunghezza e 15 metri in larghezza, ha 6 arcate in muratura e i 4 archi mediani sono quelli originali. Con la costruzione di Ponte Flaminio nel 1951 venne limitato il transito dei mezzi pesanti e oggi il ponte è solo pedonale.
FORO MUSSOLINI
Statue marmoree, mosaici e pini secolari sono la cornice unica dell'estremità Ovest dell'arco immaginario del nostro viaggio. Ad accoglierci un grande obelisco in una dimensione architettonica razionalista. Il Foro Italico è il complesso sportivo ideato e realizzato tra il 1931-33 su progetto dell'arch. Enrico Del Debbio. Il padre del Foro Italico - in origine Foro Mussolini - è Renato Ricci, Sottosegretario all'Educazione Nazionale e fondatore dell'Opera Nazionale Balilla. Ricci, attraverso la Sopraintendenza alle Belle Arti, fece apporre il vincolo di non edificabilità a tutte le circostanti colline di Monte Mario, promuovendo la nascita di quella che ancora oggi rappresenta una cornice verde per il Foro e un'area altrettanto verde per tutta la città di Roma.
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
La musica al centro di tutto "La più bella avventura, per un architetto, è quella di costruire una sala per concerti. Forse è ancora più bello per un liutaio costruire un violino; ma si tratta (con tutte le differenze di dimensione e di impiego) di attività molto simili. In fondo si tratta sempre di costruire strumenti per fare musica o per ascoltare musica. L’avventura, a Roma, si è quindi arricchita di una importante dimensione urbana: l’Auditorium non è soltanto un impianto musicale ma anche una piazza, l'Accademia di Santa Cecilia, la gente che ci lavora, i negozi, i bar e i ristoranti. Funzioni tutte che affidano a questo progetto l’importante funzione di rendere urbano questo luogo che ha bisogno di urbanità. I luoghi della cultura, d’altronde, come quelli della musica, hanno la naturale funzione di fecondare il tessuto urbano, sottrarre la città all’imbarbarimento e restituirle quella qualità straordinaria che ha sempre avuto nella storia". Con queste parole Renzo Piano ha concentrato i suoi sforzi per rendere omaggio a Roma con un grande progetto architettonico di ineguagliabile valore. L'Auditorium Parco della Musica all'estremità Est dell'arco immaginario del nostro viaggio è un complesso multifunzionale realizzato per ospitare eventi musicali e culturali di varie tipologie; è stato inaugurato il 21 aprile 2002 con l'apertura della Sala Sinopoli, ed il 21 dicembre dello stesso anno è stata poi aperta anche l' ala più grande del complesso. Si sviluppa su un'area di 55.000 m² tra Villa Glori, la collina dei Parioli e il Villaggio Olimpico. La sua struttura comprende tre grandi spazi di diverse dimensioni e forma simile a quella di scarabei, coperti con lastre di piombo e disposti a raggiera attorno ad un grande anfiteatro all'aperto, la "cavea", che può accogliere circa 3.000 spettatori; tutt'intorno vi è un parco che ospita i ritrovamenti archeologici scoperti durante la costruzione dell'auditorium, una villa romana patrizia costruita intorno al 500 a.C. ora visibile dai visitatori tra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli. A collegare il razionalismo architettonico della Città dello Sport con le moderne architetture di Renzo Piano (Auditorium), della Hadid (Maxxi), di Nervi (Palazzetto dello Sport) e di Adalberto Libera (Villaggio Olimpico), a coronamento di un sentito desiderio di pace e prosperità e di speranza in un futuro migliore, si inaugurerà il prossimo 21 Aprile 2011 una "piazza sul fiume", il Ponte della Musica, 47esimo della "città eterna" lungo 190 metri e largo 18 nella sua parte centrale. "Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo" è con questa frase dell'imperatore romano Augusto che chiudiamo il nostro viaggio tra presente, passato e futuro augurando a Roma, all'Italia e ai cittadini del Mondo intero, desiderosi di partecipare tutti con slancio alla sfida del Millennio, un'apertura di orizzonti lunga quanto la freccia che Roma Capitale scoccherà tra mille fuochi d'artificio e urla di gioia all'inaugurazione delle Olimpiadi del 2020.
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