
“È impossibile innamorarsi del mercato unico”, una frase che potrebbe essere attribuita al più convinto degli euroscettici e che, invece, era solito ripetere nientemeno che l’ex presidente della Commissione europea Jacques Delors il quale, nel 1985, lanciò per primo, insieme a Lord Arthur Cockfield, Vicepresidente e Commissario al Mercato interno, il progetto del mercato unico. Finalizzato a rafforzare i legami che uniscono i cittadini e gli Stati membri dell’Unione europea attraverso la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone, il “single market” ha quindi incontrato ostacoli fin dall’inizio e tra i suoi più convinti estimatori. È quanto sottolineato anche dall’attuale presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Monti che, nel maggio 2010 in qualità di ex Commissario europeo per la Concorrenza, ha presentato, su incarico diretto del presidente della Commissione José Manuel Barroso, una Relazione che, passando in rassegna le varie opzioni e formulando raccomandazioni, fosse in grado di agevolare un’azione di rilancio del mercato unico comunitario. Nel documento, l’allora presidente dell’Università Bocconi di Milano, sottolineava come, specialmente in un momento di crisi economica, fosse una “cosa normale e addirittura rassicurante” guardare con sospetto a un mercato percepito dai più come privo di regole adeguate e di una vigilanza rigorosa. Parafrasando il filosofo, politico e saggista inglese Francis Bacon, l’attuale premier ricordava poi che spesso si tende a dimenticare che il mercato è "un buon servitore, ma un cattivo padrone". Regole chiare, uguali per tutti rispettate da tutti. Questo, in sostanza, ciò di cui necessita un mercato unico europeo per essere, come ha dichiarato lo stesso Barroso, “il cardine del nostro sviluppo economico e della nostra prosperità” nonché “la nostra carta migliore per superare la crisi”. Che questo strumento finanziario sia “il motore del rilancio della nostra economia” è quanto pensa anche l’attuale, commissario europeo per il Mercato interno e i servizi Michel Barnier il quale, sulla stessa linea d’onda del presidente della Commissione, ribadisce poi: “Per ottimizzare il suo potenziale e rimettere in carreggiata la nostra economia, dobbiamo far sì che le leggi del mercato unico vengano adeguatamente recepite e messe in pratica, ovunque. Ci sono ancora margini di miglioramento, obiettivo che possiamo realizzare collaborando”. Il materiale su cui lavorare è stato fornito dalla stessa Commissione il 13 aprile scorso con l’approvazione del Single Market Act (atto per il mercato unico) che, in sostanza, identifica dodici azioni prioritarie da realizzare entro il 2012 per stimolare la crescita e creare lavoro sfruttando al meglio il potenziale del mercato unico. Tra le iniziative chiave che gli Stati membri dovrebbero intraprendere quella di migliorare il contesto dell’imprenditoria riducendo i vincoli normativi e amministrativi. Altri campi interessati sono poi: la mobilità dei lavoratori, i diritti di proprietà intellettuale, il rafforzamento dei servizi e la digitalizzazione del mercato unico. Proprio per aprire una riflessione generale sullo stato di avanzamento verso il completamento del single market e, dunque, sulle prossime sfide da affrontare, e sulle misure da adottare, dal 2 al 4 ottobre a Cracovia si è tenuta la seconda edizione del Single Market Forum che ha raccolto l’adesione di oltre mille partecipanti, un’occasione per evidenziare le maggiori preoccupazioni dei consumatori, lavoratori e imprenditori europei. La strada verso un mercato unico europeo completo e regolamentato sotto ogni punto di vista appare quindi sempre più come un cantiere in continua evoluzione al quale tutti sono chiamati a partecipare per dar conto ai cittadini europei dei loro diritti e delle possibilità di trovare la soluzione ai problemi che si incontrano in Europa. Ed è questo lo spirito con il quale la Federazione italiana degli anti immobiliari professionali (Fiaip) ha preso parte all’incontro di Cracovia. Oltre che per evidenziare gli ostacoli amministrativi e l’applicazione insoddisfacente delle norme come sottolineato dal Vicepresidente nazionale Fiaip con delega al settore estero, e Vicepresidente e membro del comitato esecutivo della Conferenza europea dell’immobiliare (Cei), Raffaele Dedemo, intervistato da L’Agente Immobiliare. Dottor Dedemo, ad oggi, se volessimo fare il punto sulle procedure per uniformare il Single Market Act a livello europeo cosa potremmo dire? “L’Atto per il Mercato Unico non è ancora ben definito, quindi ha bisogno di una regolamentazione rispetto alla categoria. Ciò è fondamentale per evitare una concorrenza sleale. A livello europeo, siamo di fronte ad una situazione frammentata, ci sono Paesi con requisiti ben stabiliti e Paesi che non li hanno affatto. Abbiamo l’esigenza – dunque – di una disposizione unica che è vista anche come forma di tutela nei confronti del consumatore. Noi come Fiaip condividiamo la linea di uniformità legislativa, che consentirebbe anche uno scambio tra Paesi europei”. Secondo lei, il Single Market Act che impatto ha sulla professione dell’agente immobiliare? “Negativo, se – come dicevamo prima – non viene data una regolamentazione uniforme. Vedi per esempio la Spagna dopo la liberalizzazione del 2010. Il problema che si è venuto a creare, e che ancora non è stato risolto, è quello della tutela del consumatore. Ciò non si sarebbe verificato se ci si fosse incamminati verso la strada maestra, che è quella della regolamentazione paritaria”. Lo stesso presidente della Conferenza europea dell’immobiliare, Manuel Negrao, afferma che “è necessaria la consacrazione dei nuovi standard EN 15733 volto a uniformare, nei paesi dell’Unione Europea, i servizi delle agenzie immobiliari. Questa norma avrà grande rilevanza sulle relazioni tra i clienti e gli agenti immobiliari, e attendiamo con ansia di elevare gli standard e la qualità dei servizi degli agenti immobiliari. Vi sono disposizioni che incidono sulle informazioni ritenute necessarie tra mediatore e cliente, sul contratto tra le parti, sui doveri degli agenti, le qualifiche, l’assicurazione, le regole per gestire i reclami e il codice etico. Obiettivo della Cei è che i servizi armonizzati offerti dagli agenti in mediazione immobiliare siano ben presenti in tutti i Paesi europei come un esempio per le altre professioni. Ciò, si potrà raggiungere quando gli agenti e le associazioni, insieme ai governi e ai decisori pubblici, si focalizzeranno sulle regole, assimilandole come linee guida per le leggi nazionali in materia, e armonizzandole nell’Unione europea. In fin dei conti, si tratta di tutela attiva dei consumatori. È questo il senso dello Standard europeo”. Benoit Coste, Vicepresidente della Cei e rappresentante della Union de Syndicat de l’immobilier (Unis), principale associazione francese degli agenti in mediazione immobiliare, sostiene che “l’agente immobiliare è un mediatore professionale, che mette in relazione acquirenti e venditori di immobili o di aziende commerciali. Per poter esercitare l’attività, deve ottenere una licenza professionale che abilita alle “transazioni sugli immobili e sulle aziende commerciali”, possedere le capacità professionali diploma e/o esperienza professionale e stipulare una garanzia finanziaria destinata ad assicurare i capitali detenuti per conto di terzi, che va da 30mila euro fino a 110mila per i professionisti che gestiscono le aziende commerciali. È necessario anche stipulare un’assicurazione contro le conseguenze finanziarie della responsabilità civile e non essere soggetti ad alcuna interdizione d’esercizio. I principali obblighi per esercitare la professione sono il possesso del numero di licenza di abilitazione alla professione, dell’importo della garanzia finanziaria e il nome e le coordinate del proprio organismo garante, la conoscenza delle tasse da pagare sul proprio onorario e delle loro modalità di calcolo. Infine, il mediatore deve obbligatoriamente possedere un mandato per iscritto, semplice o in esclusiva, che lo autorizzi a negoziare o impegnarsi”.
| Cerca altri articoli |
Nel primo trimestre del 2012 il mercato immobiliare e' rimasto debole: a fronte di un aumento degli incarichi a vendere, nelle valutazioni degli agenti si sono allungati i tempi di vendita e ridotti i prezzi di mercato; sono ancora aumentati i margini di sconto rispetto alle richieste iniziali dei venditori. Lo segnala la Banca d'Italia nel suo...
di Redazione Ai Magazine
La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione si riunisce a Milano il prossimo 17 maggio presso l’Atahotels Executive In Via Don Luigi Sturzo, 45 a partire dalle ore 14.00per il convegno Dal vecchio Ruolo Mediatori alle sezioni del registro delle imprese e del R.e.a.
Le tre associazioni di...
di Redazione Ai Magazine
“Le tasse municipali restino ai municipi. Se il governo vuole una patrimoniale la metta esplicita, dica come verrà risanato il debito e lasci ai Comuni spendere i loro soldi e farsi giudicare dai cittadini”. E’ questo in sintesi il pensiero del Presidente dell’Anci Graziano Delrio che ha ribadito come :...
di Redazione Ai Magazine
In calo il volume delle compravendite che nell’anno che si è appena chiuso sono state sono state 603.176. Tengono invece i prezzi delle abitazioni nelle grandi città. Nel 2011 il mercato delle abitazioni ha subito una riduzione dei volumi di compravendita del 2,3% rispetto al 2010, con un calo inferiore per i...
di Redazione Ai Magazine
Il governo spagnolo imporra' a breve alle banche del paese di mettere a bilancio nuovi accantonamenti al fine di proteggere la loro esposizione al settore immobiliare. Lo ha reso noto oggi il ministero dell'Economia che non ha tuttavia indicato l'entita' degli accantonamenti previsti. Secondo il quotidiano economico Cinco...
di Redazione Ai Magazine