
Una cabina di regia unica e una sola politica per il turismo. Secondo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, diquesto ha bisogno il Paese per rilanciarela propria capacità di attrazione turistica,che è passata dalla prima posizione del2005 alla terza del 2006, fino alla quintadel 2007.
L’occasione per dettare la ricetta giusta per far ripartire il settore èstata la presentazione, a Palazzo Chigi il2 luglio scorso, del Piano per il turismo italiano, illustrato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo,Michela Vittoria Brambilla. Far salire la percentuale dei turistiin Italia dal 35% al 50% è l'obiettivo del sottosegretario. “Il rebusè il seguente”, si è chiesta Brambilla: “Come mai oggi quasil'85% dei turisti, e parliamo di decine di milioni di persone, chesi rivolgono ai grandi operatori è attratto dalle bellezze del nostro Paese, ma poi solo il 35% di essi alla fine decide di veniredavvero da noi? Far crescere questo 35% portandolo, in pochianni, almeno al 4550% è il nostro obiettivo”. Per arrivare alloscopo e rilanciare il settore, il dipartimento ha elaborato unpiano di intervento. Innanzitutto l'attivazione immediata di unatask force composta dalle “strutture professionali migliori perun rilancio dell'immagine dell'Italia nel mondo”, che metta apunto azioni di marketing e di comunicazione che diano un supporto tangibile al marchio Italia. Poi sarà necessario attivare l’interazione fra la cabina di regia nazionale e le amministrazionilocali per fronteggiare le emergenze legate alla logistica, alle infrastrutture, alle reti di servizio e trasporto, e avviare accordi coni maggiori tour operator italiani. “E' nostra intenzione poi”, hachiarito il sottosegretario “in cinque anni, recuperare 2 posizioninella graduatoria del Country Brand Index, insomma vogliamorisalire sul podio”. Tra le altre priorità per rilanciare il settore,Brambilla ha indicato la gestione imprenditoriale dei grandieventi culturali e sportivi, un innalzamento del livello di formazione professionale per mettere a disposizione delle imprese turistiche risorse preparate e all’altezza dell’offerta turisticaitaliana, un piano di sostegno alle imprese che utilizzeranno lenuove tecnologie per implementare le vendite, semplificazioniamministrative quali la velocizzazione del rilascio dei visti graziea un accordo con il ministero degli Esteri, il rinnovo dell’Osservatorio nazionale del turismo con la raccolta dei dati aggiornatada diffondere ogni mese e l’indicazione delle località di maggiore attrazione turistica. Sul fronte normativo, Brambilla ha annunciato che entro la fine di luglio sarà emanato un decreto sulnuovo sistema di classificazione degli alberghi “che si chiamerà Italy stars and rating e che sarà un modello di riferimento dapoter condividere con gli altri Paesi europei. Da tempo i touroperator esteri ci chiedevano chiarezza in tal senso, il segnaleche daremo genererà benefici sul mercato”. La conferenzastampa sul Piano è stata anche l’occasione per presentare ufficialmente Matteo Marzotto, il nuovo direttore dell’Enit, l’entenazionale del settore, la cui nomina era stata annunciata all’apertura dei lavori della IV conferenza nazionale del turismo,che si è svolta a Riva del Garda il 20 e 21 giugno scorsi. Dove ilsottosegretario ha anche sottolineato che il governo Berlusconiintende aumentare i flussi turistici in modo da portare a casa almeno 34 punti di Pil in cinque anni. I numeri sono interessanti,considerando soprattutto che in una fase di crisi come quella attuale il settore potrebbe risultare vitale per le sorti della nostraeconomia: oggi il turismo ha un fatturato da 150 miliardi di euro,vale l' 11% del Pil e occupa 2 milioni e mezzo di persone. Anchese è una macchina che mantiene un'andatura costante ma noncorre. E molti Paesi europei cominciano a superarci. Negli ultimi15 anni gli arrivi per turismo in Italia sono cresciuti del 36%.Sembrerebbe una buona cifra ma non regge il confronto con laSpagna, che cresce del 63%, e con la Gran Bretagna che saledel 66%. Senza parlare del +323% della Turchia e del 346%della Cina. “Malgrado gli sforzi – ha spiegato il sottosegretarioa Riva del Garda – la promozione turistica fatta finora dalle Regioni è risultata disarticolata. Manca una politica di coordinamento centrale (come c' è in Spagna) indispensabile soprattuttoper affrontare i grandi mercati stranieri. Il paradosso è che la nostra industria segna il passo non per mancanza del prodotto (l'Unesco ci mantiene in cima al mondo per patrimonio artisticoe culturale) ma perché non siamo capaci di vendere i nostri prodotti. Bisogna trasformare il turismo in un' industria dell' ospitalità”. A rallentare ulteriormente la crescita del comparto è latassazione media sulle imprese turistiche, che si aggira attornoal 31%, mentre la media europea è a poco più del 24%; mentrel'Iva è al 10%, quando Francia e Spagna sono su valori più esigui. Tutto questo, ha fatto notare Brambilla, quando negli Usaormai il 51% del mercato turistico viaggia su Internet, mentre inItalia solo il 5% degli alberghi è on line. Peccato però che il sottosegretario abbia affermato, a Riva del Garda, che il portale Italia.it “ora non è tra le mie priorità”, anche se ha spiegato di averconcluso un accordo con il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, in base al quale sarà ildipartimento per il Turismo a curarne la gestione.
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