
A quasi 60 anni dal Piano Ina-Casa, il programma settennale di edilizia popolare voluto nel 1949 dall’allora ministro del Lavoro Amintore Fanfani, in Italia si torna a parlare di un programma organico per le politiche abitative con un progetto triennale e lo stanziamento di 550 milioni di euro.
Sono queste le risorse messe a disposizione dal decreto legge 159 del 2007 (convertito dalla legge 222/2007) collegato alla manovra economica per il 2008 con cui il governo ha lanciato un piano straordinario per realizzare e recuperare circa 80mila appartamenti. Obiettivo: rispondere all’emergenza casa. Emergenza che se nel ’49 era dettata dalle difficoltà post belliche, oggi è il risultato di una somma di malfunzionamenti, abusi, tagli di risorse e cambiamenti socio-economici (dall’immigrazione al caro mutui), tanto da diventare una delle problematiche da cavalcare a livello politico. Da destra a sinistra, il social housing è diventata la parola d’ordine: si discute di affitti a canoni concordati e sostenibili, di nuove case per le fasce deboli, di mutuo sociale e in questa direzione si muovono molte proposte di legge presentate in Parlamento.
L’esecutivo invece, dopo la legge n. 9 del 2007 sulle politiche abitative, con cui ha cercato di mettere un punto fermo creando un tavolo interministeriale sulla casa, con il decreto collegato alla manovra economica ha voluto passare ai fatti, mettendo sul piatto circa 800 milioni di euro. La prima tranche di risorse, recuperata dal cosiddetto tesoretto (l’extragettito fiscale verificatosi lo scorso anno), è stata ripartita dal ministero delle Infrastrutture il 18 dicembre scorso, con un decreto (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 17 gennaio 2008) definito d’intesa con le Regioni. Il testo, spiega una circolare di Federcasa (l’associazione che riunisce gli ex Istituti di case popolari, Iacp), ha ripartito i finanziamenti sulla base di un elenco di interventi prioritari e subito realizzabili nei capoluoghi di provincia e nelle aree ad alta tensione abitativa. Per accelerare le operazioni sono inoltre previste procedure semplificate con il trasferimento diretto dei soldi agli enti locali e agli Iacp. Le risorse stanziate ammontano a 543.955.500 euro e vedono la Lombardia far la parte del leone con oltre 78 milioni di euro, seguita dalla Campania con 59, dal Lazio con 55, dal Piemonte con 47. Fanalino di coda la Valle d’Aosta con meno di 972mila euro. Gli stanziamenti potranno essere utilizzati per la locazione di alloggi disponibili sul mercato e per il recupero, l’acquisto e la costruzione di nuove case, in base alle proposte fatte da Regioni e Comuni sulla cui fattibilità il ministero delle Infrastrutture dovrà effettuare una verifica e quindi, entro giugno 2008, confermare con proprio decreto il relativo finanziamento e la sua erogazione.
L’elenco degli interventi prioritari delle Regioni prevede la creazione di circa 11.840 alloggi, in gran parte con il recupero, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di edifici già esistenti: infatti su oltre 450 progetti finanziati, solo 67 riguardano la costruzione ex novo di abitazioni. Inoltre nella realizzazione di questi interventi gli enti locali dovranno rispettare la normativa europea e quella nazionale in fatto di risparmio energetico. Analizzando gli interventi ammessi a finanziamento emerge che la Puglia è la Regione che costruirà di più: su un totale di 370 alloggi previsti, finanziati con 35,9 milioni di euro, ben 343 saranno di nuova costruzione, con interventi a Bari, Foggia, Brindisi, Barletta, Altamura, Molfetta, Cerignola e Manfredonia. Stesso discorso per la Basilicata, dove i 5,9 milioni a disposizione saranno utilizzati per realizzare 44 appartamenti Ater a Potenza, e in Molise dove 2,4 dei 2,9 milioni saranno destinati alla realizzazione di 29 nuovi alloggi Iacp a Campobasso. Anche in Sicilia 13 dei 20 interventi finanziati riguardano nuove costruzioni. Di segno opposto invece la scelta dell’Emilia Romagna dove tutti i 45 progetti proposti, per un totale di 1.309 alloggi, saranno realizzati con la ristrutturazione di Case Acer. Stessa scelta è stata fatta dal Piemonte, che, pur posizionandosi al quarto posto per livello di risorse, ha presentato il programma più ambizioso: 105 interventi, di cui 90 di ricupero, 13 di acquisto e 2 di locazione, per un totale di 3.508 alloggi. Anche la Toscana utilizzerà i suoi 31 milioni soprattutto in recuperi e ristrutturazioni, prevedendo solo sei interventi per nuove costruzioni e così la Lombardia e la Campania, mentre nel Lazio i due interventi principali, di 30 e 10 milioni di euro, su un totale di 55 milioni, riguarderanno Roma e serviranno ad acquistare 150 appartamenti in immobili Inpdap/Scip e alla locazione temporanea di 170 alloggi. Il decreto ministeriale assegna infine 5,5 milioni, di cui 3,7 destinati alle Regioni e 2,3 allo Stato, per l’istituzione dell’Osservatorio nazionale e di quelli regionali sulle politiche abitative, cui spetta il compito di fornire informazioni sulla programmazione degli interventi e di monitorare il fenomeno delle occupazioni abusive.
Fenomeno che da sessant’anni affossa le politiche per la casa in Italia, sintomatico di un sistema farraginoso che non premia le fasce bisognose e che troppo spesso, specie nelle grandi città, vede le case popolari occupate da “amici degli amici” tutt’altro che disagiati.
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