
L’ultima tornata elettorale ci consegna un Paese profondamente rinnovato.
La scomparsa della Sinistra arcobaleno, dei socialisti e di altre forze minori, esprime chiaramente la necessità che i cittadini avevano già da tempo: quella di abbandonare una politica basata solamente sulle discussioni interne alle coalizioni, che null’altro ha prodotto che allontanare la politica stessa dalla realtà che la circonda. Oggi in questo Paese, finalmente, grazie alla vistosa maggioranza conquistata dal Popolo delle Libertà, avremo la possibilità di giudicare compiutamente le azioni dei nostri eletti, siano essi di governo che di opposizione. Lo spettacolo indecoroso offerto negli ultimi anni dalla coalizione di centrosinistra, in cui ministri del governo in carica, scendevano in piazza contro il governo di cui essi stessi facevano parte, non si ripeterà. Questo nuovo scenario, permetterà altresì, ai due maggiori partiti – Pd e Pdl – di strutturarsi maggiormente e di proporre nuovi modelli di governance. Un esempio chiaro, cui la politica italiana dovrà fare riferimento, è sicuramente il modello anglosassone in cui conservatori e laburisti si alternano da anni, garantendo comunque un’economia sana e una crescita costante al proprio paese. Ma le grandi maggioranze devono essere sfruttate con attenzione, il primo errore in cui il governo Berlusconi potrebbe incappare, sarebbe quello di procedere in una serie di provvedimenti sulle liberalizzazioni, senza un’adeguata concertazione con le associazioni di categoria (Bersani docet). Concertazione che non potrà avvenire seguendo schemi protezionistici ed esclusivamente conservativi di uno status. Il vecchio modo di fare “sindacato” è ormai finito, i rappresentanti di categoria non potranno più limitarsi a dire solamente “no”, ma dovranno impegnarsi in un percorso comune volto a migliorare il tenore di vita e la qualità del lavoro dei propri iscritti, attraverso l’innovazione e la coesione sociale. La Fiaip da anni si batte per rinnovare la professione dell’agente immobiliare, in una direzione innovativa, volta a una maggiore professionalizazione dei servizi accompagnata da un percorso scolastico ad hoc. Tutto questo si traduce istantaneamente in una maggiore tutela per il cittadino. La necessità imperante, è quella di far comprendere, che la nostra professione impatta direttamente sulle famiglie italiane, e come tale non è più possibile relegarci al semplice ruolo di “mediatori”, sia per un’ormai consolidata giurisprudenza, che impone all’agente immobiliare di espletare controlli sui beni messi in vendita, sia per tutti gli adempimenti che giornalmente siamo chiamati ad assolvere in termini di privacy e di antiriciclaggio. Quello che ormai da anni chiediamo alla politica italiana è di chiarire il vero ruolo dell’agente immobiliare all’interno dell’economia sociale di questo Paese. Durante l’ultima campagna elettorale i rappresentanti dei maggiori partiti hanno risposto positivamente, alle richieste inoltrate da Fiaip, dichiarando – per iscritto di voler mantenere il ruolo di cui alla legge 39/89, e di voler sopprimere l’odiato pagamento in solido della tassa di registro, è un primo passo nella giusta direzione, ma bisogna che le buone intenzioni si traducano in fatti. I buoni auspici ci sono tutti, l’accantonamento delle forze politiche più estremiste dalla scena politica, ridurrà di molto quello scontro sociale tra categorie che il governo Prodi ha più volte cavalcato, rimettendo in moto quella fiducia nel futuro, che è alla base di ogni crescita economica. Se tutto questo sarà accompagnato da un buon rapporto tra maggioranza ed opposizione, i futuri provvedimenti governativi, saranno varati sulla base delle reali esigenze del paese e non saranno più, come in passato – vedi alla voce Visco esclusivamente di carattere ideologico, ecco che allora a beneficiarne non saranno più solamente alcune fasce sociali ma tutti i cittadini italiani.
paolo.righi@fiaip.it
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