
Da questo numero L’Agente Immobiliare si trasforma in un vero e proprio periodico trimestrale d’approfondimento e di news analisys per il panorama immobiliare italiano.
Grazie alla scelta fatta dall’editore aumenta la foliazione, e si ampliano i contenuti per fotografare ancora di più il territorio , insieme alle attività di centinaia e migliaia di agenti immobiliari ed operatori del real estate. Più spazio, quindi, ad interviste per i dirigenti associativi, per i professionisti e gli amministratori locali, oltre che per le imprese; più focus con gli esperti e gli economisti, che potranno dare utili indicazioni. Proveremo inoltre a raccontarvi come si sta trasformando la professione dell’agente, dell’intermediario immobiliare e creditizio, quali sono i nuovi servizi offerti dagli operatori professionali ,nell’interesse degli stessi consumatori, e come le società del real estate stanno velocemente cambiando modelli di business, riattrezzandosi alla luce della crisi,dopo anni di crescita tumultuosa. Ci occupiamo fin da questo numero del contesto di regole, delineate dal legislatore, in cui operano i professionisti del real estate. Attraverso un primo piano sulla cosi detta “governance del territorio”, vi raccontiamo uno spaccato dell’Italia che sarà, attraverso uno strumento utile per di chi opera a diretto contatto con le amministrazioni locali e con enti pubblici. Passando,allo stesso tempo, attraverso l’attualità e la così detta “tangentopoli del mattone”, proprio come è stata dipinta da molti columnist stranieri: un Italietta fatta di affaristi e di magistrati, con le manette facili, spesso sul piede di guerra pronti ad inchiodare amministratori e politici alla pubblica gogna. Ma non sottovalutiamo naturalmente quelli che sono i problemi all’ordine del giorno per un settore che sembra essere stato retrocesso alla serie B ultimamente da Palazzo Chigi. Il meccanismo di crescita dell’economia si è inceppato, ormai da qualche anno, e per evitare che la crisi prenda il sopravvento sono stati presi i primi provvedimenti. Scelte, più o meno oculate, premiali per alcuni settori, a discapito di altri, come quello immobiliare, che per inciso non hanno mai chiesto “aiuti di stato”, ma anzi, ha fruttato alle casse dell’Erario, solo nel2007, ben 37,7 miliardi di Euro per le sole imposte sulle abitazioni. Chi governa il paese, però, ha oggi la responsabilità di dare una risposta chiara ed energica a questa crisi tenendo conto dell’intero Sistema Paese. C'è bisogno di una modifica strutturale del sistema fiscale, una modifica immediata che non può più essere rimandata per il settore immobiliare. Inoltre urge un sistema di welfare a misura di famiglia, che sia cioé attento alle esigenze delle giovani coppie, dei precari, dei lavoratori autonomi, così come e al tempo stesse delle piccole e medie imprese immobiliari che oggi vanno supportate con misure fiscali di medio e lungo periodo. Non è giusto penalizzare oggi chi è in difficoltà. La sottovalutazione principale del governo, al momento, ha comportato una consistente perdita di tempo che rischia di far pagare la crisi ad una larga fetta di imprese che oggi lavora nell’edilizia e nel settore dei servizi immobiliari. E’ da più di vent’anni, poi, che il problema casa è stato sottovalutato. Forse è giunto il momento di stimolare la domanda, sostenere i redditi e attuare, quanto più e prima, misure che salvaguardino la giustizia fiscale di tutti, aumentando gli investimenti pubblici in infrastrutture e servizi: la piccola impresa ed il settore immobiliare non possono più essere lasciati in difficoltà.
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