
Adistanza di un anno dall’accordo di cooperazione che la Federazione italiana agenti immobiliari professionali ha siglato con Tecnoborsa, società consortile del sistema delle Camere di Commercio Italiane per lo sviluppo dell’economia immobiliare, incontriamo il Vicepresidente nazionale vicario Fiaip Franco D’Onofrio, membro di diritto del consiglio di amministrazione di Tecnoborsa, nel quale Fiaip partecipa attivamente e promuove iniziative legate al mondo immobiliare. Obiettivo del protocollo siglato il 29 aprile 2010 è lo sviluppo del sistema delle Borse immobiliari: la Federazione e Tecnoborsa si sono infatti impegnati a realizzare congiuntamente iniziative territoriali per la promozione dell’accordo. In particolare, Tecnoborsa ha predisposto un progetto, rivolto alle Camere di commercio, che prevede l’istituzione di Borse immobiliari locali, che rispondano alle esigenze degli agenti immobiliari, del settore produttivo e dei cittadini, puntando sulla garanzia e sulla trasparenza del mercato, a tutto vantaggio dei diritti dei consumatori.
Qual è il ruolo di Fiaip nell’ambito dell’accordo e in che modo la Federazione onora l’impegno preso?
Tecnoborsa rappresenta un luogo di definizione e condivisione di linee guida per lo sviluppo dell’economia immobiliare tra i soggetti che vi operano, e che promuovono un miglior coordinamento. Con la sigla del protocollo del 29 aprile scorso, Fiaip ha instaurato una collaborazione con Tecnoborsa su più fronti: in particolare, dal momento che Tecnoborsa vuole sviluppare la sua presenza sul territorio, soprattutto con l’apertura di Borse immobiliari locali, Fiaip si è impegnata, attraverso i propri associati presenti sul territorio, a sensibilizzare e promuovere l’istituzione delle nuove Borse e l’accreditamento alle stesse degli agenti di zona. Fiaip è tra i soci fondatori di Tecnoborsa, ed è presente nel suo consiglio di amministrazione, partecipando a tutte le iniziative dell’ente. Vi sono oggi diverse Borse immobiliari, a Roma, Milano, Bari, Napoli. In particolare, da pochi mesi Tecnoborsa ha riscosso il grande successo di gestire direttamente la Borsa immobiliare di Roma, fino a poco tempo fa gestita, come le altre, dalla Camera di commercio. Inoltre, è prevista la nascita della Borsa immobiliare di Genova, nella quale confluirebbe tutta la Liguria, e la Borsa immobiliare adriatica, nella zona di Ancona o di Ascoli. Abbiamo già preso contatti con le realtà locali Fiaip, e i Presidenti dei collegi delle Marche e della Liguria si sono detti disponibili a sviluppare il progetto. Il Presidente di Tecnoborsa Raimondo Soria sta intanto prendendo contatti con le Camere di commercio per finalizzare l’obiettivo.
Quali altre iniziative hanno visto la partecipazione di Fiaip nell’ambito di Tecnoborsa?
In qualità di membro del cda di diritto, e Vicepresidente vicario di Fiaip, prendo parte al comitato tecnico-scientifico di Tecnoborsa, organismo importantissimo nel quale vengono affrontate tematiche immobiliari. Nel comitato sono presenti varie istituzioni e organizzazioni professionali, tra cui, oltre a Fiaip, figurano l’Associazione bancaria italiana (Abi), l’Agenzia del territorio, Confedilizia, il Consiglio nazionale degli architetti e degli ingegneri e rappresentanti del ministero dell’Economia. Non da ultimo, nell’ambito del comitato vi è stata la definizione delle linee guida dell’Abi, alla quale Fiaip ha dato il suo notevole contributo, per la valutazione di immobili per la garanzia per l’esposizione creditizia, che tengono conto delle direttive date da Basilea 1 e Basilea 2, e che sono state approvate definitivamente a dicembre scorso. Sono indicazioni che valgono per avere accesso al credito, che chiariscono agli operatori come comportarsi ai fini valutativi degli immobili dati in garanzia dell’esposizione creditizia.
Come commenta i dati dell’Osservatorio immobiliare pubblicato a marzo da Tecnoborsa e Bankitalia?
Bisogna evidenziare che non si tratta di tendenze, ma di risultati che derivano da analisi e contrattazioni. Ovviamente l’auspicio è che ci sia la ripresa, ma mancano ancora le condizioni essenziali: non vi è una situazione politica nazionale e internazionale stabile, la situazione della Libia di certo non rasserena gli animi, e i costi delle materie prime che aumentano non spingono al consumo. Si tratta di fattori che in qualche modo allontanano la fiducia dei settori, e il mercato immobiliare è tra i primi a risentire della congiuntura. Non si tratta di essere pessimisti, ma occorre allo stesso tempo mantenere un cauto ottimismo, perché i segnali non sono certo rassicuranti. Di sicuro, non ci si aspetta a breve il boom di cinque anni fa, ci sarà nel tempo una ripresa dei flussi normali di compravendita, ma di sicuro non si toccheranno i picchi di 800-900mila unità abitative di 5 anni fa.
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