
“Di fronte a offerte così non restare immobile”. È questo lo slogan con il quale Trenitalia ha tentato di riuscire nell’impresa, già fallita lo scorso anno, di vendere il patrimonio immobiliare delle ex Ferrovie dello Stato.
Nel 2008, infatti, l’asta che si proponeva di liquidare 185 immobili a 6,2 milioni di euro si chiuse con un fallimento su tutta la linea ma, lungi dal perdersi d’animo, i vertici dell’azienda hanno voluto riprovarci partendo da una base d’asta più bassa (circa 6 milioni), e suddividendo i beni in quattro aree geografiche distinte (Nordovest, Triveneto, Centro e Sud). Quest’ultima decisione è stata presa per facilitare l’acquisto, cercando di attirare anche i piccoli investitori che non dovrebbero restare indifferenti a un’offerta che si assesta, in media, sui 400 euro a metro quadro. Sin dal suo avvio però l’operazione è sembrata destinata a ripetere l'esito negativo dello scorso anno: la prima scadenza del bando per acquistare cantine, appartamenti, posti auto e magazzini delle Ferrovie, fissata per il 15 giugno, è infatti passata senza che sia stata avanzata nessuna richiesta. La data utile è quindi stata fatta slittare al 23 luglio, ma nonostante l’offerta vantaggiosa - nel pacchetto in vendita anche un appartamento a Calatafimi (Tp) e un'ex casa cantoniera a Caltagirone (Ct) - anche questa volta l'asta è andata deserta.
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