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Viaggi

Trieste, atmosfera mitteleuropea e caffè letterari


IL MERCATO IMMOBILIARE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: BORSINO IMMOBILIARE FIAIP 2011

21.12.2011

Trieste, atmosfera mitteleuropea e caffè letterari - IL MERCATO IMMOBILIARE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: BORSINO IMMOBILIARE FIAIP 2011

Dopo un periodo di sofferenza e depressione, il mercato immobiliare del Friuli Venezia Giulia può tirare un sospiro di sollievo: per la prima volta, da qualche anno a questa parte, si è registrato un incremento delle compravendite, grazie alla ripresa della domanda e alla stabilizzazione dei prezzi. Il Borsino 2011 della Federazione italiana agenti immobiliari professionali registra quindi un “cauto ottimismo” in Friuli Venezia Giulia, confermato anche dall’Agenzia del Territorio che ha pubblicato il Rapporto immobiliare 2011. In particolare, l’indice di affordability dell’Associazione banche italiane – l’analisi dell’andamento dei vari fattori che influenzano la possibilità delle famiglie di acquistare una casa –, ha registrato sempre valori positivi nel periodo 2004-2010, ma ha avuto una performance particolarmente favorevole nell’ultimo biennio. “Puntiamo in alto, quindi, - è il commento del Presidente Regionale Fiaip Antonio De Paolo - non perdendo mai di vista un costante monitoraggio della situazione, sensibili sempre agli aspetti ambientali, all’uso delle nuove tecnologie, alle sinergie intelligenti e a un benessere diffuso per tutti. Guardiamo avanti, fiduciosi, guardiamo al futuro”. I dati del Borsino regionale rilevano il maggior numero di transazioni a Udine, con il 44% del totale, seguita nell’ordine da Pordenone, Trieste e Gorizia. Analizzando i dati nello specifico, nel 2010 nella Provincia di Udine sono stati perfezionati 6.200 contratti di compravendita di immobili residenziali, contro i 5.570 del 2009 e 6.015 del 2008. Il dato indica quindi una ripresa, sebbene si sia ancora lontani dai risultati del 2007 (7.200). Tuttavia, il Presidente Provinciale Fiaip Leonardo Piccoli raccomanda prudenza, chiedendo di risolvere alcuni nodi che il comparto immobiliare dovrà affrontare nei prossimi anni. In primo luogo, la bassa natalità: con una popolazione che invecchia, il target a cui il mercato dovrà rivolgersi è più predisposto a immobili in centro storico da rimettere in sesto, piuttosto che a zone nuove e centri commerciali. Poi c’è la crisi economica, che ha colpito soprattutto i giovani, per i quali la cedolare secca sugli affitti potrebbe significare un maggior potere per la crescita delle transazioni locative. Altro nodo, gli alloggi sfitti – nella sola Udine circa 5mila –, sui quali occorrerebbe concentrare l’attenzione, invece di continuare a costruire. Il tema degli stranieri, a cui guardare come una risorsa – che rappresentano il 13% del mercato immobiliare di Udine -, per i quali Fiaip deve creare punti dedicati con offerte in diverse lingue. Tiene anche il comparto commerciale, che nel 2010 ha mantenuto i livelli del 2009 per le compravendite, mentre ha registrato un lieve calo per le locazioni. Boom per le case green, rispettose dell’ambiente, antisismiche, in grado di garantire salubrità e comfort, per le quali la domanda è sempre più frequente. A Pordenone il mercato immobiliare non ha avuto grossi stravolgimenti rispetto al 2010: si è registrato un calo delle vendite, a causa di una scarsa disponibilità economica da parte dei potenziali acquirenti. In particolare, è sulle nuove costruzioni che si rileva il calo, mentre il “vecchio” trova comunque una sua collocazione sul mercato. La richiesta si concentra su casette singole, appartamenti al piano terra con giardino – il target in questo caso è costituito dalle coppie giovani –, appartamenti in piccole palazzine e rustici indipendenti da ristrutturare.

A Trieste si è registrata una sostanziale stabilità in Provincia, e anche per quanto riguarda uffici e negozi in città. Rispetto ai dati del 2010, si è verificato un lieve calo delle quotazioni relative alle compravendite nella città, in particolare con riferimento alle nuove costruzioni e alle case in buono stato. Confermati invece i dati del 2010 per gli immobili da ristrutturare.

A Gorizia l’andamento del mercato del primo semestre 2011 ha segnato stabilità rispetto a quello precedente, mentre Monfalcone e Grado hanno registrato un lieve incremento. Nella Provincia di Gorizia, in particolare, il mercato ha manifestato le stesse tendenze del nazionale: un debole incremento delle vendite a inizio 2011 rispetto allo scorso anno, ma che comunque non ha dato il via a una solida ripresa, costante nel tempo. Piuttosto, il mercato locale è stato caratterizzato da un allargamento della forbice tra i prezzi del nuovo e dell’usato, dall’allungamento della tempistica di vendita, da un aumento della trattativa tra prezzo richiesto e di conclusione e da un sempre maggiore ricorso al credito.

 

TERRA DI CONFINE

Città dal sapore multietnico, Trieste deve alla sua fortunata posizione di confine le diverse influenze che la caratterizzano, nella storia, nei monumenti e nell’atmosfera un po’ retrò delle vie e dei locali. Resa immortale da mito e storia, Trieste fu, secondo la leggenda, tappa degli Argonauti capeggiati da Giasone nella ricerca del Vello d’Oro. Per alcuni, quindi, il nome della città deriva dal suo fondatore, uno degli Argonauti, Tergeste, che vi si stanziò. Secondo le ricostruzioni storiche, invece, in questo luogo gli abitanti più antichi si stabilirono alla fine dell'era glaciale. Nell’età del bronzo, in particolare, si costituisce il villaggio su Colle San Giusto, che dà vita alla città e diviene subito crocevia di gente e merci. Sotto il dominio romano, poi, nel I e II secolo d.C., Trieste vive un periodo di sviluppo architettonico, di cui i resti visibili oggi sono l’Arco di Riccardo e l’Acquedotto. Nel 1236 Trieste si costituisce come libero comune, per sfuggire all’invadenza politica e commerciale della Repubblica di Venezia, e si avvicina all’Austria, pur se geograficamente più lontana e con interessi diversi, siglando nel 1382 l’Atto di dedizione. Grazie alla sottomissione all’impero asburgico, la città raggiunge nel XVII secolo uno sviluppo economico e sociale mai avuto prima. Unico sbocco sul mare dell’Impero, infatti, Trieste ottiene da Vienna lo status di porto franco, attirando commercianti, imprenditori e avventurieri da tutte le parti del mondo. Comincia quindi ad assumere la caratteristica di città cosmopolita, multietnica e tollerante, pronta ad accogliere gente da tutto il mondo. Fioriscono numerose attività commerciali, assicurative (le Assicurazioni Generali, la Ras), marittime (il Lloyd Austriaco, divenuto poi Triestino) e bancarie. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si afferma come capitale della cultura mitteleuropea, grazie alla presenza di importanti nomi della cultura e della letteratura europee: Italo Svevo, Umberto Saba, James Joyce, Rainer Maria Rilke. Poi nel 1918, con la fine della prima guerra mondiale, viene annessa al Regno d'Italia, resta sotto il controllo degli alleati alla fine della Seconda Guerra Mondiale e nel 1954 diventa capoluogo della Regione Friuli-Venezia Giulia a statuto speciale.

 

DA VISITARE

Simbolo e cuore di una tra le più belle città italiane, Piazza dell'Unità d'Italia a Trieste rappresenta bene la storia di un luogo che sotto la casa d'Asburgo fu centro degli affari del regno mitteleuropeo, e che grazie al suo florido porto offriva un unico e privilegiato sbocco al mare all'impero austroungarico. Già piazza Grande, nel 1918 essa fu ribattezzata piazza dell'Unità d'Italia e da allora vi sventolano le bandiere nazionali, a simboleggiare il profondo legame di Trieste, città di confine, con la patria italiana. A Trieste è la piazza per eccellenza, luogo d'incontro dell'animata vita locale e meta preferita da quanti giungano in città. Piazza dell'Unità è un vero e proprio gioiello nel cuore del capoluogo giuliano, oggi più che mai restituita ai fasti di un tempo grazie agli interventi di restauro terminati alcuni anni fa. La Basilica Cattedrale di San Giusto è il principale edificio religioso cattolico della città di Trieste. Si trova sulla sommità dell'omonimo colle che domina la città. Come viene riferito dalla maggior parte degli storici triestini, l'aspetto attuale della cattedrale deriva dall'unificazione delle due preesistenti chiese di Santa Maria e di quella dedicata al martire San Giusto, che vennero inglobate sotto uno stesso tetto dal vescovo Roberto Pedrazzani da Robecco tra gli anni 1302 e 1320, per provvedere la città di una cattedrale imponente. Dall’unificazione viene fuori la cattedrale come la conosciamo, a cinque navate e con una nuova facciata in pietra arenaria, caratterizzata dall’elegante rosone gotico in pietra bianca. Da non perdere sono sicuramente le varie dimore storiche, diventate quasi tutte musei di grande interesse. Tra queste la più famosa è il Castello Miramare, che nasce come dimora nobile, dopo quattro anni di lavori iniziati nel 1856 per volere dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo, profondo amante del mare. Posto sul promontorio di Grignano, il castello era la residenza ufficiale dell’arciduca, come rappresentazione del potere della dinastia, ma anche quale luogo di meditazione e riposo, da dividere con la consorte Carlotta di Sassonia, figlia del re del Belgio. Il castello, composto da due corpi uniti da uno scalone monumentale interno, è costituito da piano terra, primo piano e mezzanino, con una torre merlata rivolta verso il mare. Al suo interno, perfettamente conservati, si possono ammirare i ricchi arredi e gli apparati ornamentali che caratterizzano questo prestigioso esempio di stile eclettico tipico della cultura ottocentesca e che, oggi come un tempo, attrae visitatori da ogni parte del mondo. La dimora è descritta nella poesia “Miramar” di Giosuè Carducci, dedicata alla tragica sorte di Massimiliano d’Asburgo, morto nel 1867 quando, accettata la corona imperiale del Messico, partì per questa terra lontana, dove venne fucilato dalle truppe rivoluzionarie di Benito Juarez. Quando nel XIX secolo l’imperatrice Maria Teresa d’Austria promosse la riqualificazione della città, bonificando le saline e spostando il nucleo cittadino a valle, furono eretti alcuni tra i più begli edifici ancora esistenti. Tra i palazzi più famosi del centro storico vi è Palazzo Gopcevich, situato su una delle due rive del Canal Grande. Fu disegnato per un ricco mercante serbo da Giovanni Berlam nel 1850. La sua principale caratteristica è nei mattoni bicolore e nelle eleganti finestre. La facciata è decorata con quattro statue che fanno riferimento a personaggi della storia serba. Attualmente il palazzo, dopo un lungo periodo di appartenenza alle Assicurazioni Danubio, ospita il Museo Teatrale Fondazione Carlo Schmild. Nei dintorni di Trieste, nel borgo medievale omonimo, sorge il Castello di Duino, storica dimora privata dei Principi von Thurm und Taxis. Le origini del castello, nella cui storia realtà e leggenda sono inscindibilmente intrecciate, risalgono all'epoca romana. Il primo vero castello, inespugnabile fortezza, di cui oggi rimangono soltanto pochi resti, sorgeva sul promontorio adiacente a quello dove è ubicata l'attuale costruzione. Nel 1300 si intraprese la costruzione dell’attuale castello, non lontano da quello antico che, secondo la tradizione, era dedicato al culto del Dio Sole e che viene chiamato, molto romanticamente, “La Dama Bianca”. Tuttora è abitato dai Principi della Torre e Tasso, che ne hanno mantenuto la gioiosa signorilità. Il sentiero Rilke invece, deve il suo nome al poeta praghese (ma austriaco di nascita) Rainer Maria Rilke, che soggiornò nel 1911 e 1912 presso il castello, ospite dei principi della Torre e Tasso: vuole infatti la tradizione che il poeta, soffermandosi lungo tale percorso, abbia avuto l’ispirazione per i versi delle sue Elegie Duinesi. Il sentiero si sviluppa per 2 chilometri in un magnifico ambiente naturale, situato tra Duino e Sistiana. Percorrendolo si ha modo di camminare in zone boschive e di gustare panorami dal ciglio di una costa alta, a strapiombo sul mare. Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato nella dimora il musicista e compositore Franz List, che utilizzò il pianoforte ancora oggi visibile dal pubblico, Gabriele D'Annunzio ed Eleonora Duse, e più recentemente, il principe Carlo d'Inghilterra, la principessa Sarvath di Giordania e la regina Sofia di Spagna. Tante le "leggende castellane" nate a Duino. Molto popolare è il racconto della visita di Dante Alighieri, come ambasciatore di Cangrande della Scala, che sarebbe rimasto a lungo seduto a meditare su una roccia vicina al Castello, oggi nota come "Scoglio di Dante". Una delle "favole" più romantiche, e sicuramente la più famosa, è inspirata da una roccia di calcare bianco che, vista dal mare, ricorda una figura femminile avvolta in un lungo velo. Narra la leggenda che un sovrano geloso stava per gettare la sua sposa nel mare, ma il cielo che udì le sue grida disperate s'impietosì e la trasformò in roccia. Da allora, secondo la stessa leggenda, la poveretta lascia ogni notte la sua "dimora" di pietra e vola nel castello per raggiungere la stanza dove aveva lasciato la culla della sua figlioletta.

 

CAFFÈ STORICI E ITINERARI LETTERARI TRIESTINI

Tradizione, cultura e arte fanno dei caffè storici triestini dei luoghi vocati alla socializzazione, ambienti dove il tempo sembra essersi fermato alla Bella Epoque. Le origini possono essere fatte risalire al ‘700 con le prime botteghe da caffè, sull’esempio degli omonimi locali veneziani, ma assunsero ben presto un’inconfondibile impronta viennese tanto negli arredi quanto nei servizi offerti, legando la propria fama alla memoria di incontri letterari, politici o addirittura cospiratori. Alcuni hanno mantenuto intatti lo stile e gli arredi come il Caffè San Marco, il Caffè Tommaseo, il Caffè Torinese e le pasticcerie La Bomboniera e Pirona, mentre altri, come il Caffè Stella Polare, il Caffè Tergeste e il Caffè Ex Urbanis sono stati ristrutturati. Il Caffè degli Specchi ha chiuso a ottobre scorso, dopo 150 anni di attività. Ettore Schmitz, in arte Italo Svevo, nato a Trieste nel 1861, passava intere giornate nel Caffè il Tommaseo, a scrivere, leggere i suoi “maestri” e a chiacchierare con l’amico James Joyce, che in questa città - dal 1904 al 1915 e dal 1919 al 1920 - terminò la stesura di Gente di Dublino e di Dedalus: ritratto dell’artista da giovane, compose il poemetto in prosa Giacomo Joyce e il dramma Esuli. E’ sempre a Trieste che impostò il suo Ulisse, scrivendo alcuni tra i capitoli più significativi. Da ricordare, poi, il poeta Umberto Saba, nato a Trieste, che ha conservato nella sua opera l’impronta della città, in particolare nella prima raccolta di poesie “Coi miei occhi” del 1912. In via S. Nicolò si può ancora ritrovare l’omonima libreria che Saba gestì dal 1919.

 

GRADO, ISOLA DEL SOLE

Adagiata tra Mare Adriatico e laguna e tra le due città di Trieste e Venezia, Grado è una piccola isola di pescatori, unita alla terraferma da una sottile striscia di terra. Una cittadina variopinta, ricca di storia e tradizioni antiche che risalgono all’epoca romana. Lasciandosi alle spalle le rovine romane d'Aquileia, patrimonio dell’Unesco, il ponte Belvedere attraversa la laguna e porta dritto al cuore antico dell'isola. Il centro storico è un dedalo di calli, campi e campielli ricco di testimonianze architettoniche che ricordano l'origine romana e il periodo in cui Grado fu sede patriarcale. Al centro dell'antico "castrum" romano, in Campo dei Patriarchi, sorge la triade dei mirabili edifici paleocristiani in cui brillano le tessere di preziosi mosaici: la Basilica di S. Eufemia (il Duomo), il Battistero a struttura ottagonale e la Basilica di Santa Maria delle Grazie. Tutt'intorno, acqua: dalla Laguna di Grado, che regala escursioni alla scoperta della vera anima dell'isola tra canali, isolotti, casoni (le antiche abitazioni dei pescatori), riserve naturali e l'Isola di Barbana con il famoso santuario mariano, al mare Adriatico con quattro chilometri di spiaggia dalla sabbia finissima. Alla Spiaggia Principale, l'unico arenile dell'Adriatico completamente rivolto a sud, si aggiungono le Terme Marine, che offrono una gran varietà di trattamenti curativi ed estetici a base d'acqua di mare e sabbiature e il Parco termale acquatico per una piacevole alternativa alla spiaggia, senza rinunciare ai benefici dell'acqua marina.

 

TRIESTE A VELA: LA BARCOLANA

La Barcolana è una storica regata velica europea, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano. Si svolge a Barcola, nel golfo di Trieste, la seconda domenica di ottobre. Ogni anno più di duemila vele si assiepano nel golfo, che è il punto più a nord del Mar Adriatico. Il percorso forma un quadrilatero a vertici fissi di circa 16 miglia (con una boa storicamente posizionata in acque slovene) e mette a confronto, sulla stessa linea di partenza, barche a vela di ogni forma e dimensione, con uno scafo di almeno sei metri di lunghezza. Per gli appassionati, il fascino della regata consiste soprattutto nella possibilità di trovarsi nello stesso contesto sportivo con velisti professionisti e i loro giganti del mare, spesso scafi di 30 metri nati dalla matita di progettisti internazionali, e costruiti secondo gli ultimi ritrovati della tecnologia navale. La Barcolana porta con sé una serie di eventi e spettacoli, per gli appassionati e non: sfide uno contro uno,rassegne musicali, Festival e regate con barche d’epoca. La 43^ edizione, che si è da poco conclusa, ha regalato una giornata splendida, con vento teso, che ha impegnato tutti: coloro che correvano per vincere e quanti, ovvero la stragrande maggioranza del 1761 iscritti, volevano essere parte della festa. Esimit Europa 2 di Igor Simcic, con Alberto Bolzan al timone e Jochen Schuemann nel ruolo di skipper ha vinto con un lato di vantaggio sul secondo, Maxi Jena di Mitja Kosmina, che ha dovuto tenere a bada il croato Shining, grande scafo Open tipicamente Adriatico, terzo.


DOVE DORMIRE E MANGIARE


Grand Hotel Duchi d’Aosta
Piazza Unità d'Italia, 2 - 34121 Trieste
Tel: +39.040.7600011 - Fax: +39.040.366092
info@duchi.eu
Residence San Giusto


Via Montecchi 8 - 34137 Trieste
Tel:+39.040.762661 - +39.040.7648245 -
Fax: +39.040.763826
info@residencesangiusto.it


Hotel Miramare
Viale Miramare 325/1 e 327/1 - 34136 Trieste
Tel: +39.040.2247085 - Fax: +39.040.2247086
info@hotelmiramaretrieste.it


Residence Liberty
Via Diaz, 14 - 34124 Trieste
Tel: +39.040 300514 - +39.335 7071034 - Fax: +39.040.3220751
info@residenceliberty.it


Hotel James Joyce
Via dei Cavazzeni, 7 - 34121 Trieste
Tel: +39.040.311023 - Fax: +39.040.302618
info@hoteljamesjoyce.com


Al Bagatto
Via Luigi Cadorna, 7 - 34124 - Trieste
Tel: +39.040.301771


Osteria al Collio
Piazza Venezia, 4 - 34123 Trieste
Tel: +39.040.301260


Siora Rosa
Piazza Attilio Hortis, 3 - 34123 Trieste
Tel: +39.040.301460


Antica Trattoria Le Barettine
Via del Bastione, 3 - 34124 Trieste
Tel: +39.328.9232751



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stampato in data 23-5-2012 alle ore 5:55