
Guardando al futuro, come accennato, Fiaip ha anche cominciato a lavorare a una proposta di riforma più incisiva e specifica per la professione di agente immobiliare. “Tutto nasce sempre dalla direttiva Bolkestein, che in Italia è stata interpretata esclusivamente nella parte che riguarda la semplificazione”, ha spiegato ancora il Presidente Nazionale della Federazione Righi. “In realtà – ha precisato – la direttiva dice delle cose molto importanti con riguardo alla tutela dei consumatori e alla trasparenza che gli operatori devono avere nei loro confronti. Alla luce di questo, la proposta Fiaip consiste nel prevedere per l’agente immobiliare uno standard minimo di servizio a tutela dei clienti, introducendo alcuni obblighi. Tra questi quello di fornire, per ogni immobile per cui l’agente riceve mandato di vendita, il titolo di provenienza, le visure ipotecarie e catastali, la certificazione sulla conformità alle norme urbanistiche, gli ultimi due verbali delle assemblee di condominio. Questo per assicurare massima trasparenza e soprattutto solidità a quello che è l’impianto pre-contrattuale che poi porterà al preliminare o alla proposta accettata”. “Riteniamo – ha aggiunto il presidente Righi – sia necessario far fare alla categoria un salto maggiore nella professionalità. Con questo obiettivo, la nostra proposta prevede che in futuro i nuovi agenti immobiliari potranno accedere alla professione solo dopo un corso di laurea specifico. Questo perché la nostra professione è diventata negli anni sempre più multidisciplinare: per fare bene il proprio lavoro un agente deve conoscere qual è il trattamento fiscale degli immobili e cosa prevedono le norme antiriciclaggio, deve inoltre saper fare le valutazioni e le stime, anche in vista dell’introduzione dei nuovi standard in materia definiti a livello europeo e internazionale. Abbiamo tante novità, tante leggi da rispettare, e spesso i corsi di accesso alla professione sono limitati. Dunque, secondo Fiaip, per garantire una maggior tutela del consumatore, ma anche della stessa filiera dell’immobiliare, è arrivato il momento di fare questa proposta per cui gli agenti immobiliari possano accedere alla professione solo se laureati in un indirizzo specifico. Ovviamente salvaguardando chi già opera con professionalità, con un passaggio moderato nel tempo che però dovrà assolutamente seguire questa strada”. Nella proposta su cui sta lavorando Fiaip, vi sono anche interventi per contrastare in modo più incisivo l’abusivismo, tentando di mettere ordine soprattutto nell’universo dei portali immobiliare. “Internet – ha evidenziato il Presidente Righi – è oggi la piazza dove c’erano una volta i mediatori abusivi e dove purtroppo si annidano molte truffe, con agenti immobiliari che si fingono privati o viceversa. Questo sottopone l’utente a un vero percorso ad ostacoli per capire se il suo interlocutore sul web sia una persona corretta e preparata. Per tutelare il consumatore proponiamo perciò che chiunque metta un qualsiasi tipo di annuncio immobiliare su internet debba fornire per iscritto, ed evidenziarlo in modo chiaro, quale sia il suo legame giuridico con l’immobile proposto. Inoltre chi presenta offerte immobiliari dovrà specificare se è un privato o un agente immobiliare e in questo caso dovrà obbligatoriamente pubblicare il numero di iscrizione al registro imprese. Accanto a queste novità prevediamo anche alcune penali forti per i portali che non si adeguano”. Sui tempi per la formalizzazione della proposta il Presidente Righi ha osservato come questi siano “abbastanza incerti perché incerto è il mondo politico in questo momento”. Tuttavia, ha evidenziato, “in questo anno in cui abbiamo lavorato a stretto gomito sia con il ministero dello Sviluppo economico, sia con quello delle Politiche comunitarie e anche con l’Economia, si è creata una forte sensibilità verso quella che è la nostra professione. Perciò crediamo che in un futuro periodo di stabilità economica e politica, queste proposte potrebbero avere un percorso abbastanza breve”. Anche se, ha osservato in conclusione Righi, va rilevata una discrasia sul futuro delle professioni anche sul piano europeo: “Ci troviamo in un momento in cui in Europa si viaggia su due linee: da una parte si va verso la tutela massima e la trasparenza del mercato e dall’altra parte si punta a una liberalizzazione, che per certi aspetti noi riteniamo selvaggia. C’è perciò un contrasto forte tra un’idea iperliberista e una mancanza di sensibilità nei confronti delle professioni. Si pensa esclusivamente a far spendere meno al cliente, ma purtroppo la preparazione di un professionista costa e una professionalità gratuita non potrà esistere mai”.
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