
Lo schema di decreto legislativo di riorganizzazione delle norme nazionali sul turismo, messo a punto dal ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla e approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 7 ottobre, è sicuramente una buona base di partenza, ma non è escluso che si possa migliorare. In attesa che sul testo si esprima la Conferenza Unificata e le competenti commissioni parlamentari, L’Agente Immobiliare ha chiesto al Vicepresidente Nazionale Fiaip con delega al turismo, Patrizia Diemoz, in che modo la Federazione si sta muovendo per dare il proprio contributo a questo importante e non più rinviabile intervento.
Vicepresidente Diemoz, cosa ne pensa della volontà del ministro Brambilla di avviare con il decreto legislativo relativo al turismo un riordino e una semplificazione delle norme vigenti?
Innanzitutto dobbiamo avere tutti ben chiaro che il settore del turismo ha la possibilità di diventare un’importante fonte di sviluppo per l’immobiliare. La dimensione del turismo potrebbe essere di ben altra portata e si possono notare due anomalie: la prima è che l’appeal si manifesta nelle intenzioni ma non nei risultati; la seconda è che non si registra attrazione di capitali internazionali. Su quest’ultimo punto, la principale difficoltà è rappresentata dalla composizione frammentaria dei proprietari e delle normative che regolano la locazione. A seguito della riforma costituzionale 3/2001 la competenza legislativa in materia di turismo è infatti passata alle Regioni, che la esercitano senza essere soggette alla legislazione statale di principio e questo ha portato dei metodi diversi di lavoro tra noi agenti immobiliari. Per rispondere alla domanda, ritengo che il cosiddetto Codice del Turismo possa innanzitutto aprire un confronto tra le associazioni di categoria, il Governo e le Regioni e possa rappresentare una straordinaria occasione per conferire certezza, sicurezza e uniformità per noi operatori.
A questo proposito ha già avuto occasione di confrontarsi con il ministro per il Turismo?
Durante la V Conferenza Nazionale del Turismo a Cernobbio, lo scorso 15 ottobre, il ministro mi ha ribadito che, con il Codice, il governo punta ad aiutare le aziende del settore con misure rilevanti, quali l'inserimento nella classificazione delle imprese turistiche anche del settore extra-ricettivo, escluso dalla legge del 1983, o l'effettiva e completa equiparazione delle imprese turistiche a quelle industriali. A mia volta, ho chiaramente espresso la necessità di impostare una strategia interistituzionale: Governo, Regioni e Imprese devono lavorare insieme per accrescere la competitività e fornire a chi opera nelle locazioni di case vacanze delle linee guida uguali su tutto il territorio. Rispetto a queste proposte, la Brambilla ha invitato Fiaip a presentare le proprie istanze al dipartimento del Turismo per rendere il testo più efficace e rispondere alle esigenze del settore.
Ha già delineato una strategia per incidere su questo decreto?
La Fiaip si è subito attivata. Presso Federturismo c’è stato il primo confronto con gli altri operatori del settore per lavorare tutti insieme e definire con chiarezza le regole del mercato. Il secondo incontro è stato al dipartimento del ministero con il Vicecapo di gabinetto Wanda Varone e lo staff legislativo che ha elaborato lo schema di decreto legislativo. Nell’occasione ho fatto presente che per noi il nodo della questione è che le locazioni turistiche facciano riferimento alla legge nazionale, anziché essere surrogate da norme regionali. Richiesta cui hanno risposto esprimendo la volontà di riportare uniformità nel comparto.
In conclusione?
Con il Presidente Nazionale Paolo Righi abbiamo convocato una riunione con i delegati e presidenti regionali per un primo confronto e, con il nostro ufficio legislativo, stiamo preparando un documento da sottoporre al ministro. Posso affermare che siamo favorevoli al decreto in quanto ci darebbe l'opportunità di dare dei servizi ai nostri clienti. Bisogna richiamare turisti di nicchia, cioè raccogliere la sfida di nuovi mercati che si fondano su una valorizzazione assoluta della qualità dei servizi.
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