
Come reagira' Berlusconi e il suo governo alla frenata del mattone? C’è una grande attesa sulle misure che il Cavaliere sarà in grado di metter in campo. E’ evidente a tutti, stante la situazione macroeconomica, che l’Italia ha urgente bisogno di una classe politica in grado di prendere decisioni impopolari ma necessarie contro l’immobilismo di un Paese che rischia di diventare uno degli ultimi in Europa.
Ed è questo che ci si aspetta dal nuovo governo Berlusconi, non bastano solo i ritocchi per l’Ici, ma una cura shock a lungo termine per l’economia, il comparto immobiliare e l’edilizia residenziale. Questa volta non sarà più possibile intraprendere atti di governo nell’interesse di parte, a scapito di quello generale.
La situazione è oggettivamente difficile, siamo in pesante ritardo su tutti i fronti, dall’energia all’università, dall’ambiente al lavoro, dalle infrastrutture alla sicurezza. Le case non si vendono più: rallenta sempre di più il mercato immobiliare che nel 2008 resterà sotto la media annua delle compravendite a causa della crescita dei prezzi, dei crescenti tassi di interesse e dei salari fermi.
Il tutto mentre il sistema bancario non risente di frenate sul versante delle erogazioni dei mutui bancari, sebbene vi è una reale decelerazione della domanda dei prestiti per la casa erogati alle famiglie. E’ necessario pertanto far ripartire i consumi e avere chiaro all’orizzonte che bisogna arrestare la corsa dei prezzi. Per troppi anni poi il settore immobiliare è stato sgovernato: se si pensa, ad esempio, al Catasto è evidente che sono urgenti scelte chiare su quale catasto si vuole e su chi dovrà gestirlo. Per chi avrà competenze in materia è arrivato anche il momento di decidere su un vero piano strategico per le politiche abitative e per il settore immobiliare a tutto tondo. Giova ricordare che questa volta sarà assai difficile accusare i sindacati e le parti sociali, palla al piede del centrosinistra, il cui adeguamento del ruolo e della rappresentatività è da tempo nelle cose.
Gli italiani si aspettano una vera classe dirigente che abbia finalmente il coraggio di fare: prendere decisioni, così come accade in Spagna dove il governo Zapatero il giorno dopo il suo insediamento ha presentato, grazie al surplus del 2007, un primo pacchetto di misure contro la crisi con un occhio particolare all’immobiliare e alle famiglie. Questo governo non potrà davvero che tener conto dell’aumento dei prezzi dei combustibili fossili e delle minacce sul clima conseguente all’accumulo di anidride carbonica in atmosfera, che hanno già portato nella passata legislatura a dare grande attenzione agli investimenti in efficienza energetica nell’edilizia e negli usi energetici finali.
Molti di questi interventi porteranno benefici multipli sul piano economico, ambientale, dell’innovazione e della competitività del sistema economico. Pensiamo solo al fatto che anche il mercato immobiliarepotrebbe beneficiarne. Secondo le prime stime nei prossimi anni le qualità strutturali ecologiche delle case faranno registrare aumenti fino ad un 20% del valore degli immobili. Il percorso dei prossimi tre anni sarà complesso visto che la politica di contrazione dell’indebitamento non potrà che spingere sul contenimento dei livelli della spesa pubblica.
Il miglioramento dei conti pubblici degli anni passati consentirà di mantenere una stima del deficit poco sopra il 2%, un valore che appare ancora insufficiente per condurre i nostri conti sul sentiero di azzeramento dell’indebitamento entro il 2011. Questa volta, però, non ci sono alibi per chi vorrà guidare la barca fuori dalla tempesta.
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