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Primo Piano

Una nuova era per la professione tra insidie e speranze


Le opinioni di Gianni Bacco, Amedeo Norrito e Armando Barsotti

14.07.2010

Una nuova era per la professione tra insidie e speranze - Le opinioni di Gianni Bacco, Amedeo Norrito e Armando Barsotti

Una professione al bivio, sospesa tra un apprezzamento generale che non le viene ancora del tutto riconosciuto e prospettive di sviluppo straordinarie, specie se accompagnate da una formazione costante e da un’attenzione sempre vigile ai profili etici e deontologici. Le due giornate che nell’ottobre scorso a Santa Margherita Ligure i dirigenti Fiaip hanno dedicato al futuro dell’agente immobiliare hanno registrato discussioni e a volte dissensi, ma anche convergenze importanti, a partire dalla valorizzazione della funzione che questo tipo di professionista svolge nel tessuto sociale.

“L’agente immobiliare – secondo Gianni Bacco, presidente della Fiaip Veneto e organizzatore delle giornale di Santa Margherita ha una funzione sociale molto precisa che oggi non gli è riconosciuta completamente. Se l’attività viene svolta con la competenza di un professionista e la capacità di un tecnico, si rende un servizio fondamentale e si mettono i semi per un legame duraturo con i clienti”.“Nelle normative che negli ultimi 10-15 anni coinvolgono la vendita immobiliare – aggiunge Armando Barsotti, coordinatore dell’Ufficio Studi Fiaip emerge la figura di un professionista che va a intervallarsi tra il venditore e l’acquirente, in uno spazio dove il fai da te ormai da tempo non esiste più”.L’impressione è che il contesto di riferimento sia in continuo divenire e che quindi il rapporto tra il cliente e il professionista stia cambiando.
“Il mercato si evolve – spiega Amedeo Norrito, presidente della Fiaip Sicilia e deve adeguarsi al sistema con maggiori servizi alla clientela che lo richiede. È finito il tempo in cui ci si stringeva la mano e si chiudeva l’affare. Ora serve un soggetto di garanzia”. E non solo. Secondo Bacco siamo nell’imminenza di un ulteriore scatto in avanti: “ L’agente diventerà sempre di più un consulente, oltre che un intermediario, facendo valere la propria competenza per dare un servizio in più”. Un’evoluzione che si scontra, però, con una realtà non sempre prevedibile. La crisi globale in atto, ad esempio,impone necessariamente comportamenti ancora più rigorosi.“Le paure di questo periodo per Barsotti consigliano all’agente di trasmettere tranquillità, certezza, garanzia, sicurezza e trasparenza. Il cliente ha bisogno di sentirsi non solo cullato ma servito bene dal punto di vista professionale”. “Se l’agente immobiliare è davvero un esperto conoscitore del mercato in cui opera – ragiona Bacco – può fornire un servizio in più, soprattutto in questa fase difficile. Ma ci vuole tanta preparazione. Occorre una formazione tecnica condita con una legale e con un senso di responsabilità non mirato esclusivamente al compenso, che è solo la logica conseguenza di un buon comportamento professionale”. Già, la formazione. Per Norrito è una conditio sine qua non.
“E’ un’esigenza che non deve suonare né come un’opportunità né come un’imposizione, ma come una necessità primaria per chi vuole fare questo mestiere”.Opinioni diverse, invece, per quanto riguarda l’utilità, anche in prospettiva, che può avere il web nel lavoro quotidiano degli agenti immobiliari. Norrito non ha dubbi: “È fondamentale. L’era della comunicazione allargata lo impone. L’agente immobiliare con la rete si può confrontare con mercati che ieri erano out. Internet consente anche alle piccole imprese di cogliere opportunità in grado di portare buoni profitti”. Molto meno convinti Barsotti e Bacco. “Ci sono tante bufale dentro internet – secondo il primo e se un agente immobiliare sceglie le autostrade telematiche per promuovere la propria professione probabilmente non arriverà lontano. Il cliente non deve comprare con gli strumenti telematici. Può informarsi, ma poi deve vedere in faccia il suo interlocutore e l’agente deve perdere con la propria faccia o guadagnare con i servizi che dà”.
“Internet è una vetrina – rincara la dose Gianni Bacco è un risparmio di tempo, non una selezione di qualità. Non lo potrà mai essere”.Voci unanimi, infine, sull’esigenza di nuovi interventi normativi che interessino la professione. Bacco ha idee precise. “Bisogna mirare a far diventare quella dell’agente immobiliare una professione maggiormente riconosciuta e inserirla, per esempio, nel circuito degli istituti tecnici, istituendo anche un corso di laurea specifico in cui non si parli del diritto e dell’estimo come cose astratte, ma coniugando un fatto economico con le norme che tutelano le parti”. Tutto questo, inevitabilmente,porterebbe a una maggiore selezione dei professionisti su piazza. Una selezione salutare, almeno secondo Armando Barsotti: “Se ci fosse più chiarezza nella normativa, più serietà nella professione, più obblighi di formazione, probabilmente ci sarebbe meno agenti immobiliari, ma quelli che rimarrebbero sarebbero veri professionisti qualificati, del tutto idonei al mercato dell’intermediazione”.



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stampato in data 23-5-2012 alle ore 6:09