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Primo Piano

Una poltrona per due


Faccia a faccia tra Giaretta (Pd) e Gasparri (Pdl)

17.11.2009

Da un lato Paolo Giaretta, classe ’47, ex sottosegretario allo Sviluppo economico, già senatore della Margherita e segretario del Pd in Veneto. Dall’altro Maurizio Gasparri, classe ’56, ex ministro delle Comunicazione, giornalista e uomo simbolo di Alleanza nazionale.
L’Agente Immobiliare li ha messi a confronto chiedendogli di rispondere alle stesse domande sull’universo casa. Ecco cosa ci hanno detto.

PAOLO GIARETTA

Tra disagio abitativo e mutui alle stelle, quali sono le politiche per la casa che intendente attuare Lei e il suo partito per andare incontro alle esigenze degli italiani?
“L'andamento del settore immobiliare è collegato alla congiuntura internazionale. Il credito facile a briglie sciolte negli Stati Uniti ha provocato un terremoto finanziario internazionale. In Italia abbiamo famiglie che risparmiano e banche più prudenti, e questo fortunatamente non è avvenuto. Non per questo mancano famiglie in difficoltà a far fronte ai debiti per la casa, e “nuove” famiglie di lavoratori immigrati che la casa non la possono comprare, ma spesso neppure affittare. Per questo, il governo Prodi aveva preso in considerazione sia misure di calmierazione dei mutui, alcune delle quali sono state tradotte nelle “lenzuolate Bersani”, come la soppressione della cancellazione d'ipoteca e la portabilità dei mutui. A fine 2007 avevamo cominciato a pensare anche a qualche misura sui tassi, ma abbiamo preferito accelerare e “chiudere concretamente” sulle misure della Finanziaria 2008 (deducibilità Ici prima casa, aiuti ai giovani per l'affitto, etc.). Senza dubbio la soluzione più volte ipotizzata e proposta da Francesco Rutelli, cioè la tassazione unica al 20% dei redditi da locazione per i proprietari di immobili, rendendoli quasi analoghi all’investimento in Borsa o in titoli, avrebbe costituito una grande spinta alla soluzione dei problemi della tensione abitativa. Nell’ultima fase della legislatura avevamo cominciato a valutare questa opzione, che sarebbe costata alcuni miliardi di gettito fiscale, ma l’impossibilità di proseguire nel percorso di governo ci ha impedito di renderla concreta. E' però una misura ritenuta molto valida nel Partito Democratico.
Per quanto riguarda la disponibilità di case, in Italia si è costruito molto negli ultimi anni, non sempre nel posto giusto e in risposta ad una domanda precisa. In molte aree il mercato immobiliare si è fermato proprio a causa dell'eccesso di offerta. Il Partito Democratico sta pensando ad agevolare l’iniziativa privata - e in parte anche quella pubblica - per allargare in tempi brevi l’offerta di abitazioni a basso costo e in affitto”.

Il mercato immobiliare riunisce molteplici professionalità e settori, da quello delle costruzioni a quello della intermediazione, anche in questi ambiti pensate di proporre interventi?
“Il settore immobiliare rappresenta uno degli elementi più importanti del Prodotto interno lordo. In questa fase di rallentamento dell'economia internazionale, può rappresentare un’ancora di salvezza per il lavoro e la distribuzione dei redditi: ridurre magari la “pressione” sull'edilizia residenziale e sulle nuove edificazioni e “accelerare” sulle opere infrastrutturali, sulla riqualificazione dell'edilizia alberghiera e del turismo che è la vera ricchezza dell'Italia, riqualificare le periferie e l'edilizia popolare, realizzare tram e sistemi di trasporto rapido costituisce indubbiamente un’opzione del prossimo governo. L’ambientalismo del fare è uno degli slogan di Veltroni: sistemare l'ambiente e migliorare la qualità della vita contribuisce a far crescere i valori immobiliari e la ricchezza delle famiglie e delle imprese. Nel settore immobiliare la politica del governo è stata approfondita e, in certi casi, anche molto decisa. Abbiamo stroncato fenomeni di evasione molto pericolosi: lo sapevano tutti, eppure non si faceva nulla. Credo che vada dato atto agli agenti immobiliari di una collaborazione leale e disponibile con l'Agenzia delle Entrate. Certo non può essere solo il prelievo la preoccupazione del governo. E quando l'agente non è “regolare”, spesso l’intermediazione avviene senza alcuna garanzia ed a rischio di compratori e venditori. La professionalità di tutti gli operatori nel “ciclo immobiliare” è fondamentale: si tratta di un sistema (costruttori, agenti, notai, banche) su cui si fonda gran parte della ricchezza del Paese a cui dovremo riconoscere il ruolo positivo che ha ricoperto ed aprire la strada ad uno sviluppo serio e compatibile con gli interessi dei cittadini. Il sistema finanziario, i fondi pensione e di investimento, hanno un grande futuro in quest'ambito per rivalutare e gestire al meglio il patrimonio immobiliare, sia pubblico che privato, del Paese”.

Sarà ripreso e in quali termini il piano di liberalizzazioni proposto da Bersani?
“Un giudizio generale sulle politiche di liberalizzazioni condotte da Bersani è necessariamente positivo: persino il centrodestra di Sarkozy in Francia sta copiando le nostre iniziative, e tra il 2006 e il 2007 le liberalizzazioni di Bersani, hanno assicurato 2,7 miliardi di euro di minori spese agli italiani e una riduzione dell’inflazione di 0,3 punti percentuali. L'Italia è un Paese che ha molte sacche di privilegio e improduttività, non ultime aree della Pubblica Amministrazione e una certa politica. Quindi ritengo che la politica delle liberalizzazioni debba andare avanti: qual è l'imprenditore che non ritiene prioritario eliminare i privilegi e assicurare pari condizioni? Ci sono alcune realtà in Italia, tuttavia, che vanno guardate con attenzione: chi è portatore di professionalità e tutela del consumatore va premiato. Anche in un quadro di liberalizzazione dell'accesso alla professione: è anche il caso degli agenti immobiliari. Ne abbiamo discusso più volte con i vostri dirigenti nazionali, ed ogni volta abbiamo costruito un dialogo in grado di separare il “grano”, quanto di buono e positivo viene fatto dai professionisti corretti e onesti, dal “loglio” e cioè dai residui e dalle incrostazioni di interpretazioni qualche volta un po’ corporative e di “casta” presenti in alcune commissioni, in alcune Camere di Commercio e in certe aree del Paese. L'Italia non è tutta uguale, e per questo un’organizzazione di categoria nazionale, come la vostra, merita riconoscimento e apprezzamento quando agisce a tutela di migliaia di imprenditori e lavoratori, per la promozione, la formazione e la tutela della professionalità e contro ogni abuso”.

 
MAURIZIO GASPARRI

Tra disagio abitativo e mutui alle stelle, quali sono le politiche per la casa che intendente attuare, in caso di vittoria alle prossime elezione, per andare incontro alle esigenze degli italiani?
“Nel nostro programma di governo abbiamo inserito il cosiddetto piano casa. Si tratta di un progetto concreto, basato sullo scambio tra proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità. In pratica, costruiremo alloggi per giovani e famiglie che ancora non dispongono di una casa a costi di acquisto vantaggiosi. Spetterà alle singole Regioni fissare i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie.
Ci sembra questo un primo significativo passo per andare incontro soprattutto alle giovani coppie, frenate dall’acquisto a causa di tassi di interesse sui mutui proibitivi. Per chi invece è già inquilino di alloggi pubblici, nel nostro programma abbiamo previsto un piano di riscatto in accordo con le Regioni. Ma tra le priorità c’è anche l’attenzione a chi, invece, deve affrontare onerosi lavori di ristrutturazione. Abbiamo pensato alla necessaria riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche ed una graduale e progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento e difesa termica delle abitazioni e degli investimenti per la costruzione nelle città di nuovi posti auto sotterranei”.

Il mercato immobiliare riunisce molteplici professionalità e settori, da quello delle costruzioni a quello della intermediazione, anche in questi ambiti pensate di proporre interventi?
“A queste categorie si estendono tutte le iniziative che intendiamo realizzare su lavoro e imprese. Partendo ovviamente da un sostanziale abbattimento delle tasse, il versamento dell’Iva dovuto solo dopo il reale incasso della fattura o il suo rimborso in tempo commerciale. Per quanto riguarda i professionisti nel settore delle intermediazioni, in programma abbiamo tra l’altro previsto l’eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi”.

Sarà ripreso e in quali termini il piano di liberalizzazioni proposto da Bersani?
“Le liberalizzazioni alla Bersani hanno solo fatto danni. Costi e benefici delle liberalizzazioni vanno valutati attentamente. Quello che conta sono i criteri ed è un dato di fatto che il governo Prodi, tra scioperi e manifestazioni, ha segnato un record in quanto a mobilitazioni delle più svariate categorie produttive. Il Pdl, tuttavia, ha posto le liberalizzazioni, sia nei servizi privati che pubblici, all’interno del suo programma, purché siano uno strumento che consenta di migliorare il rapporto qualità/prezzo a favore dei consumatori a partire dal carico delle bollette.
E’ intenzione poi procedere alla liquidazione delle società pubbliche non essenziali e comunque garantire sempre la difesa dei consumatori generalizzando e rafforzando il principio di portabilità dei rapporti con le banche”.



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stampato in data 23-5-2012 alle ore 6:10