
Ormai da molti mesi il cammino dell’associazionismo nel settore immobiliare ha intrapreso la giusta strada per arrivare a parlare con una voce unica.
Abbiamo chiesto alle organizzazioni più rappresentative del comparto quali sono le aspettative e le incognite di questo percorso, quali gli obiettivi per il 2008 e in che modo la spinta interassocciativa contribuirà a migliorare le politiche per la casa. La sensazione è che per arrivare a realizzare un giardino comune occorra abbattere le mura di cinta dei vari cortili che sono proliferati negli anni nella disattenzione dei vari condomini.
Il punto di partenza è la consapevolezza, espressa recentemente dal presidente della Fiaip, Franco Arosio, che le “critiche sul comparto non siano sempre obiettive”. Se “il legislatore sembra accanirsi sul real estate è necessaria l’alleanza degli operatori del settore – ha detto – per formare un fronte comune e far sentire le nostre ragioni, dando alle istituzioni reali indicazioni che vadano nell’interesse della collettività e del cittadino consumatore”. La volontà per un fronte comune della filiera immobiliare esiste già, si chiama Fire, e parte da un lavoro congiunto tra tutte le associazioni del variegato universo del real estate: dai costruttori agli sviluppatori, dai traders ai fondi immobiliari e alle Siiq, passando per i sindacati degli agenti immobiliari e dei mediatori creditizi, sino agli amministratori condominiali.
L’attenzione del comparto è oggi spostata sui servizi erogati, a partire dall’iniziativa di Fimaa per offrire ai propri associati una serie di prodotti, rinnovando lo sforzo verso una centrale acquisti unica. La premessa è che la filiera si declina in settori che sono spesso distanti anni luce per competenze e obiettivi. Non solo i costruttori e gli intermediari alla vendita, ma anche gli amministratori e i gestori dei patrimoni immobiliari hanno come priorità istituzionale la certificazione di qualità dei servizi con standard qualitativi e service level agreement molto differenti.
Del resto è variegato anche il comparto del facility management e del global service nell’ambito della filiera immobiliare allargata. Nel settore della gestione in oustsourcing dei patrimoni immobiliari e degli appalti edili ad esempio, le performance puntano a una innovazione fatta di sperimentazione organizzativo-gestionale e formazione manageriale. Questa è la missione di Terotec, associazione creata da operatori attivi in ordine sparso nella gestione immobiliare con un’offerta integrata di attività che vanno dalla manutenzione immobili alla security, dal servizio di posta all’amministrazione della rete informatica. Vi aderiscono aziende del real estate come Cofatech, Fise Servizi-Confindustria, Fimaa etc. “Le nostre attività istituzionali hanno come destinatari tutti i soggetti pubblici e privati che operano e/o hanno interesse nel campo della manutenzione e della gestione dei patrimoni urbani e immobiliari”, ha spiegato all’Agente Immobiliare il presidente di Terotec, Paolo Novi. Gli associati mirano a che “l’immobile sia venduto nelle migliori condizioni e che i servizi accessori siano resi in maniera piacevole”. “Noi – ha chiarito – non facciamo associazionismo tout court ma proposte di lavoro concrete come quella dell’aggiornamento dei dati catastali per valorizzare al meglio la ricchezza amministrativa delle aree immobiliari realizzate e da realizzare”. Anche la missione di Ancst Legacoop è quella di risolvere problemi di certezza normativa e semplificazione nel mondo degli appalti.
Per far questo, spiega Gianfranco Piseri del Consiglio di presidenza, “Ancst Legacoop e Coopservice hanno una loro struttura oltre a una rete di 20 di cooperative. Dal punto di vista della nostra rappresentanza l’operazione è duplice, da un lato la missione della crescita interna, penso all’esperienza con il Consorzio nazionale servizi dove abbiamo creato anche un settore di facility management, dall’altro la crescita in esterno che è cominciata con la rete tra le cooperative sociali.
Abbiamo creato uno stato di gestione che ci permette di presentarci come un general contractor unico”. Tuttavia, ha sottolineato Piseri “il fare sinergie rimane un problema vero” e “non solo con gli enti pubblici ma anche con le grandi realtà private che gestiscono in proprio i patrimoni immobiliari”. Per Giorgio Spaziani Testa, segretario nazionale di Confedilizia, la spinta verso un associazionismo allargato va in direzione della qualità. “La riforma delle professioni – ha detto – già anticipata da un decreto legislativo, prevede per le associazioni un ruolo molto importante e più che sufficiente per dare garanzie di qualità sui servizi offerti. Un attestato di qualità può essere garantito già dalla presenza in Confindustria di associazioni di prestigio, importanti e di tradizione come la Fiaip”. Per Sforza Fogliani quindi non servono certificati, che potrebbero sfociare nella creazione di sovrastrutture burocratiche. “La presenza e l’affiliazione di più associazioni che hanno all'interno codici deontologici e sistemi di controllo – ha concluso – dà una certa garanzia di qualità. Poi si possono valutare anche proposte specifiche”. Qualità è la parola d’ordine anche per Franco Cavallaro, vice presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e consigliere di Oice, associazione che favorisce lo sviluppo delle società di ingegneria italiane nel mercato nazionale e all’estero. L’unione e la coesione della rappresentanza – ha commentato – devono andare in questa direzione, per permettere a tutti gli associati “di offrire un risparmio dei costi assicurativi sia nell’offerta che nella domanda di servizi”. Anche per Aspesi l’obiettivo è quello di sostenere le condizioni di operatività delle società di sviluppo immobiliare.
“Ricordo – ha sottolineato il presidente di Aspesi Filippo Oriana – che il promotore di operazioni immobiliari è il moderno costruttore che vede l'opera da realizzare in tutti i suoi aspetti (progettuale, finanziario e commerciale) e non solo in quello edilizio. Siamo convinti che la salute delle nostre società dipenda dalla salute di tutti gli altri operatori e viceversa. Intendiamo quindi puntare sulla difesa strategica dei nostri interessi in un contesto interassociativo. Considero in questo senso il varo del Forum Interassociativo Real Estate, che ha per obiettivo l'elaborazione e la comune proposizione dei problemi immobiliari alla politica e all'opinione pubblica, il principale risultato raggiunto dall'Aspesi durante la mia gestione”.
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