Un’indagine condotta dall’agenzia britannica di cambi HiFx e che è stata ripresa dal giornale britannico Sunday Times rileva che molti cittadini britannici che avevano fatto investimenti nel mercato immobiliare europeo di Paesi quali Grecia, Portogallo o Spagna abbiano intenzione di vendere i propri possedimenti per timore di un possibile crack dell’euro e di conseguenza la paura di perdere il proprio capitale che era stato investito.
Stando ai dati della ricerca quasi il quaranta per cento, 39% per la precisione, degli inglesi che hanno una casa in Grecia sta tentando di venderla, scende ma non di molto la percentuale di coloro che possiedono un immobile in Spagna e vogliono metterlo sul mercato, il trentaquattro per cento e nel caso del Portogallo il ventitre per cento dei britannici cerca di venderlo; giusto per avere un’idea e poter confrontare i numeri il turnover normale, non dettato da crisi o da paura, parla di un quindici per cento di proprietari che vorrebbero vendere.
Un’ulteriore indagine realizzata in tempi recenti ha mostrato come, rispetto a quattro anni fa, le domande di valutazione degli immobili finalizzate alla vendita da parte di proprietari britannici in Paesi dell’euro siano cresciute del 119 per cento.
Il direttore dell’agenzia di cambi sottolinea come la svalutazione dei prezzi degli immobili, in caso di uscita della Grecia dall’euro, potrebbe aggirarsi intorno al cinquanta per cento; inoltre ai rischi del crollo dell’euro si deve sommare anche il rafforzarsi della sterlina nei confronti della moneta europea che rende ancor meno redditizia la vendita di immobili.
Fonte: News immobiliari | 21/05/2012 | 2:57 pm
E’ davvero stata una scommessa vinta in modo completo: chi ha deciso di investire sul mercato immobiliare brasiliano si è ritrovato ad avere il capitale triplicato in soli trentasei mesi; il momento che sta vivendo il mercato degli immobili nella capitale del business brasiliano, San Paolo, può essere paragonato a quello che hanno vissuto, anni orsono, Londra e New York: nei diversi quartieri della città i prezzi, al metro quadro, delle case sono superiori ai sei mila euro. Si arriva poi a punti che fino a poco tempo sarebbero stati incredibili, come i 14.500 euro al metro quadrato che vengono richiesti per un appartamento sulla spiaggia di Ipanema, a Rio de Janeiro, che sono paragonabili a quanto viene richiesto nei quartieri più eleganti di Roma o di Parigi. Questa situazione di crescita assoluta riguarda, secondo l’istituto Ibope Inteligencia, che si occupa di ricerche economiche ed immobiliari, le città di Brasilia, San Paolo e Rio, sicuramente l’effetto delle Olimpiadi, che si terranno in Brasile nel 2016, ma anche dei Campionati Mondiali di Calcio che si terranno tra due anni hanno contribuito a portare i costi delle case brasiliane tra i più alti del mondo. Ovviamente dietro questo innalzamento dei costi del mercato degli immobili non c’è solo la spinta dei grandi eventi sportivi in programma nei prossimi anni, ma anche la fortissima immigrazione di personale specializzato giunto in Brasile per lavorare negli enormi giacimenti di petrolio scoperti al largo di Rio; ha certamente contribuito anche la situazione economica che vede in Brasile una notevole crescita del potere d’acquisto di tutti.
Fonte: News immobiliari | 14/05/2012 | 2:18 pm
In Italia il fenomeno è relativamente recente, ma il cohousing è, nel resto dell’Europa, una realtà notevolmente consolidata e presente ormai da tempo; nasce infatti quasi mezzo secolo fa nelle nazioni dell’Europa Settentrionale dove gli immobili sono condivisi e questo spirito non vale solo per la gestione degli spazi comuni ma anche per lo spirito di socialità e di sostegno che caratterizza coloro che scelgono di abitarci. Questo nuovo modus vivendi si sta diffondendo nel nostro Paese anche grazie a cambiamenti sociali e culturali che sono proprio degli ultimi decenni e rispetto ai queli il cohousing sembra essere un aiuto importante: le famiglie separate i cui figli vivono in due case ed in ogni abitazione hanno una casa, gli anziani che spesso sono accuditi da badanti che hanno bisogno di una camera da letto, ma anche la flessibilità lavorativa in costante crescita, l’aumento dei costi delle case e della vita in generale.
Il calcolo del risparmio medio per ogni persona che in Italia decide di vivere in cohousing si aggira intorno al 10-15 %, questo per le varie utenze che è possibile mettere in condivisione, ma anche per l’energia che viene auto prodotta; le associazioni che raggruppano le persone interessate alla vitain condivisione dicono che stanno anche facendo proposte poiché venga, soprattutto nella Capitale, destianato a quest’uso parte del patrimonio immobiliare non utilizzato così da rendere le spese di avvio più basse. Nel frattempo diverse e molteplici sono le iniziative di questo tipo che si stanno sviluppando in Italia: dall’ex opificio in via di riconversione a Milano, dove si potrà arrivare ovunque in bici, alla Corte dei Girasoli, in Brianza, dove si condividerà anche uno spazio per il doposcuola dei bambini ed una biblioteca o anche all’esperienza torinese a Porta Palazzo dove si condividono spazi comuni ed investimenti iniziale.
Fonte: News immobiliari | 07/05/2012 | 10:21 am
Sbarcano gli americani nelle Marche e così questa regione, come accadde a suo tempo per altre realtà come l’Umbria o la Toscana, diviene oggetto di interesse prima per gli stranieri che per i turisiti provenienti dalle altre parti d’Italia. Sarà anche merito di Dustin Hoffman, testimonial della campagna pubblicitaria delle Marche quest’anno e lo scorso, o anche il fatto che la rivista Aarp, che negli Stati Uniti si occupa di tematiche per gli over 50, abbia inserito le Marche tra i posti dove trasferirsi per godere al meglio la pensione.
Gli operatori marchigiani del settore immobiliare e turistico aggiungono, tra le ragioni del successo della regione, anche i prezzi delle case ancora abbastanza contenuti, confermano inoltre la prevalenza di interesse da parte degli stranieri, non solo dagli Stati Uniti, ma anche dalla Russia, Belgio ed Olanda.
Il mercato delle seconde abitazioni si mantiene positivo, bisogna infatti non dimenticare che nell’interno della riviera del Conero si trovano alcuni tra i paesi più belli del nostro Paese; e per chi è interessato ad immobili da ristrutturare l’offerta è abbastanza consistente, per quanto riguarda i prezzi degli immobili già ristrutturati si deve considerare, ad esempio che un casale con una superficie di 300 metri quadri, piscina e terreno circostante varia da 550 ai 750 mila euro, mentre un casale da sistemare, in una posizione discreta, ha un prezzo tra i cento ed i cento trenta mila euro.
Salendo più a nord, nelle zone interne a Sinigallia, dove si trovano i borghi di Verdicchio ed Ostra, c’è abbastanza offerta di case ma i prezzi sono più alti e le richieste non sono poi moltissime; qui la presenza di stranieri è minore rispetto alle zone viste prima, mentre sono abbastanza presenti visitatori dalle regioni del Nord.
Fonte: News immobiliari | 23/04/2012 | 12:48 pm
Nella seduta del Consiglio dei ministri che ha avuto luogo il 16 Aprile 2012 si è finalmente fatta chiarezza in maniera definitiva su una serie di punti importanti relativi a come cambierà non solo il modello di tassazione degli immobili italiani, ma anche, ad esempio sulla periodicità con cui dovranno essere riviste le rendite catastali.
Andando a scorrere le modifiche principali redatte dal Govermo Monti nel documento ormai pubblico, la tanto chiacchierata IMU, l’imposta che va a ripristinare l’esistenza di una tassa sulle case che fu abolita, fra moltissime polemiche postume, dal Governo Berlusconi nello scorso 2008 mandando in pensione l’ICI, andrà pagate in tre rate. La prima di queste dovrà essere versata entro il 16 Giugno 2012 e le due successive avranno scadenza trimestrale; i pagamenti, pertanto, andranno fatti entro il 16 Settembre e entro il 16 Dicembre. Rimangono anche gli sgravi per la prima casa, ma a patto che sia realmente tale. Ecco quindi che saranno ammessi solo per l’immobile in cui il contribuente e la sua famiglia hanno la dimora effettiva e non potranno essere richiesti per più di un immobile.
Una vera e propria rivoluzione è invece quella che riguarda il catasto. Il registro degli immobili italiani cambierà radicalmente e le case non verranno più classificate in base ai vani che le compongono, bensì agli effettivi metri quadrati che ne formano la superficie. Nella creazione delle nuove mappe catastali il Governo lavorerà assieme agli enti comuniali per definire anche delle rendite più realistiche. Verranno prese in considerazione, ad esempio, anche le condizioni in cui si trovano gli immobili e le zone comunali in cui sono edificati.
Ultima nota riguardo alla revisione delle rendite catastali stesse che non rimarranno più immutate per decenni come avviene oggi, ma verranno periodicamente ricalcolate in base al mutare delle variabili che le compongono.
Fonte: News immobiliari | 16/04/2012 | 3:44 pm
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 20/05/2010 | 7:41 am
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 19/05/2010 | 7:41 am
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 19/05/2010 | 7:41 am
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 18/05/2010 | 7:44 am
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 18/05/2010 | 7:44 am
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 26/03/2010 | 1:32 pm
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 26/03/2010 | 12:36 pm
Fonte: Il Sole 24 ORE - Casa24 | 04/03/2010 | 11:06 am